Mercoledì la coppia USD/JPY è scesa dello 0,42%, tornando intorno a 157,00 dopo aver toccato vicino a 157,90 all’inizio della sessione. La coppia ha oscillato in un ampio intervallo tra circa 152,00 e 159,00 dalla fine di gennaio, con l’alternanza di candele rialziste e ribassiste di grande volume che indicano un tiro alla fune tra forze opposte. Nonostante il calo di mercoledì, l’andamento del mercato nell’ultima settimana mostra una forza generale del dollaro statunitense (USD), con il biglietto verde che ha guadagnato contro la maggior parte delle principali valute in un contesto di forti afflussi verso i beni rifugio.
L’escalation del conflitto in Medio Oriente rimane il fattore dominante; Gli attacchi statunitensi e israeliani all’Iran nel fine settimana hanno portato alla chiusura virtuale dello Stretto di Hormuz, determinando un aumento significativo dei prezzi del petrolio greggio e esercitando una pressione particolare sullo yen giapponese (JPY) data la forte dipendenza del Giappone dalle importazioni di energia. La Banca del Giappone (BoJ) mantiene i tassi di interesse allo 0,75% e la volatilità del mercato causata dal conflitto ha aumentato la probabilità che la BoJ trattenga l’aumento dei tassi di interesse a marzo.
In assenza di dati significativi dal Giappone questa settimana, l’attenzione si rivolge ai dati relativi ai libri paga non agricoli (NFP) e alle vendite al dettaglio statunitensi di venerdì, che determineranno le aspettative per la prossima mossa della Federal Reserve (Fed).
Grafico giornaliero USD/JPY
Analisi tecnica
Sul grafico giornaliero, la coppia USD/JPY viene scambiata a 157,07. L’orientamento a breve termine è leggermente rialzista poiché il prezzo è comodamente al di sopra dell’EMA a 50 giorni in rialzo e ben al di sopra dell’EMA a 200 giorni, mantenendo il trend rialzista generale nonostante il recente calo dall’area 158,40. Lo slancio è migliorato, con lo stocastico in rialzo in territorio di ipercomprato vicino a 85, indicando una continua pressione al rialzo piuttosto che un esaurimento a questo punto. La sequenza di chiusure al rialzo dalla scorsa settimana rafforza il controllo degli acquirenti mentre la struttura del trend di medio termine rimane intatta.
La resistenza iniziale si manifesta intorno a 157,70, dove i massimi della scorsa settimana hanno limitato il progresso, seguita dalla zona 158,40, che ha segnato il massimo recente. Una chiusura giornaliera superiore a 158,40 aprirebbe la strada alla barriera psicologica di 160,00. D’altro canto, il supporto immediato si trova a 156,00, appena sopra l’EMA a 50 giorni, con una domanda più forte prevista intorno a 155,30, dove convergono il consolidamento precedente e la zona della media mobile. Una rottura al di sotto di 155,30 indebolirebbe l’orientamento rialzista ed esporrebbe il prossimo supporto vicino a 153,00, anche se i dati tecnici attuali suggeriscono cali prima che quest’area venga assorbita.
(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.














