Giovedì il cambio USD/CHF è salito di circa lo 0,44%, tornando sopra 0,7830 in una sessione che ha esteso la ripresa dai minimi della scorsa settimana vicino all’area 0,7700. La coppia è stata scambiata in un ampio intervallo tra i minimi da inizio anno vicino a 0,7600 e la resistenza intorno a 0,7830 dall’inizio di febbraio, con un’alternanza di candele rialziste e ribassiste che riflettono il tiro alla fune tra la domanda del franco rifugio e la crescente resistenza della BNS.

Questa settimana la Banca nazionale svizzera (BNS) ha notevolmente inasprito la sua retorica di intervento. Lunedì una dichiarazione non richiesta metteva in guardia sulla volontà di agire contro un rapido apprezzamento del franco svizzero, e il vicepresidente Antoine Martin ha ribadito quel messaggio martedì, citando le ricadute del conflitto guidato dagli Stati Uniti in Iran come la principale causa degli afflussi verso i porti sicuri. I dati dell’indice svizzero dei prezzi al consumo (CPI) per febbraio pubblicati mercoledì hanno mostrato che l’inflazione è rimasta vicina allo zero per il quinto mese consecutivo, sottolineando la pressione deflazionistica che un franco più forte sta esercitando sull’economia svizzera. Con il tasso di interesse di riferimento della BNS già allo 0,00% e l’elevato ostacolo per i tassi di interesse negativi, i mercati vedono negli interventi sui cambi lo strumento più probabile prima della decisione politica del 19 marzo.

Sul dollaro USA, la Federal Reserve (Fed) ha mantenuto i tassi di interesse tra il 3,50% e il 3,75% a gennaio, con verbali che mostrano diversi funzionari discutere la possibilità di aumentare i tassi se l’inflazione rimane al di sopra del target. L’attenzione si rivolge ora al rapporto Non-Farm Payrolls (NFP) di venerdì, dove il consenso per febbraio è di circa 60.000, dopo una lettura superiore al trend di 130.000 a gennaio. Un numero debole potrebbe ravvivare le aspettative di taglio dei tassi di interesse, mentre un dato più rialzista rafforzerebbe la pausa prolungata della Fed.

Grafico giornaliero USD/CHF

Analisi tecnica

Nel grafico giornaliero, la coppia USD/CHF viene scambiata a 0,7826. La coppia sta mostrando una leggera inclinazione rialzista nel breve termine poiché sale sopra i minimi recenti pur rimanendo ben al di sotto delle medie mobili esponenziali a 50 e 200 giorni vicino a 0,78 e 0,80, rispettivamente, che rappresentano ancora una tendenza al ribasso più ampia. Il prezzo si è ripreso e si sta consolidando appena sopra l’EMA piatta a 50 giorni, indicando un tentativo di costruire una base nell’area inferiore. L’oscillatore stocastico è avanzato dal territorio ipervenduto alla metà degli anni ’60, indicando un miglioramento dello slancio rialzista ma non ancora un forte slancio, più coerente con un rally correttivo che con un’inversione di tendenza confermata.

Il supporto iniziale arriva all’EMA a 50 giorni intorno a 0,7810, proteggendo la recente area di oscillazione vicino a 0,7760, dove una rottura rivelerebbe movimenti al ribasso più profondi verso la regione di 0,7700. Sul lato positivo, la resistenza immediata si trova nella zona 0,7860, con una chiusura giornaliera superiore necessaria per aprire la strada verso la zona 0,7920, dove l’EMA discendente a 200 giorni inizia a esercitare un’offerta più forte. Il mancato mantenimento al di sopra dell’EMA a 50 giorni indebolirebbe l’attuale orientamento rialzista e riporterebbe l’attenzione sui livelli di supporto del range, mentre scambi sostenuti sopra 0,7860 confermerebbero ulteriori guadagni correttivi verso il gruppo della media mobile più alta.

(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)

Domande frequenti sul franco svizzero

Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. È una delle dieci valute più scambiate al mondo e ha un volume che supera di gran lunga le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra l’altro, dall’umore generale del mercato, dalla situazione economica del Paese o dalle misure adottate dalla Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015 il franco svizzero è stato ancorato all’euro (EUR). L’ancoraggio del tasso di cambio è stato improvvisamente rimosso, provocando un aumento del valore del franco di oltre il 20% e provocando turbolenze sui mercati. Anche se l’ancoraggio non è più in vigore, gli asset in CHF tendono ad essere altamente correlati con quelli dell’euro a causa dell’elevata dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina Eurozona.

Il franco svizzero (CHF) è considerato un rifugio sicuro o una valuta che gli investitori tendono ad acquistare durante i periodi di stress del mercato. Ciò è dovuto alla posizione percepita della Svizzera nel mondo: un’economia stabile, un forte settore delle esportazioni, elevate riserve delle banche centrali o una posizione politica di lunga data sulla neutralità nei conflitti globali rendono la valuta nazionale una buona scelta per gli investitori avversi al rischio. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore del CHF rispetto ad altre valute considerate più rischiose da investire.

La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte l’anno – una volta al trimestre, meno spesso delle altre principali banche centrali – per decidere sulla politica monetaria. La banca mira a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Se l’inflazione è superiore all’obiettivo o si prevede che lo sarà nel prossimo futuro, la banca tenterà di contenere gli aumenti dei prezzi aumentando il tasso di interesse di riferimento. Tassi di interesse più elevati hanno generalmente un impatto positivo sul franco svizzero (CHF) poiché portano a rendimenti più elevati e rendono il paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.

La pubblicazione dei dati macroeconomici in Svizzera è fondamentale per valutare la situazione economica e può avere un impatto sulla valutazione del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è sostanzialmente stabile, ma qualsiasi cambiamento improvviso nella crescita economica, nell’inflazione, nelle partite correnti o nelle riserve estere della banca centrale può causare fluttuazioni del CHF. In generale, l’elevata crescita economica, la bassa disoccupazione e l’elevata fiducia sono positivi per il CHF. Al contrario, se i dati economici indicano un indebolimento dello slancio, è probabile che il CHF si deprezzi.

Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dalla salute delle economie vicine dell’Eurozona. L’Unione europea nel suo insieme è il partner economico più importante della Svizzera e un importante alleato politico. Pertanto, la stabilità macroeconomica e monetaria nell’Eurozona è essenziale per la Svizzera e quindi per il franco svizzero (CHF). Data questa dipendenza, alcuni modelli suggeriscono che la correlazione tra il destino dell’euro (EUR) e quello del franco svizzero è superiore al 90% o quasi perfetta.

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