Il cross EUR/JPY viene scambiato in territorio positivo intorno a 182,95 durante la prima sessione europea di venerdì. L’incertezza sul percorso dei tassi di interesse della Banca del Giappone (BoJ) potrebbe pesare sullo yen giapponese (JPY) rispetto all’euro (EUR).
Il governatore della BoJ Kazuo Ueda ha avvertito che il conflitto in Medio Oriente potrebbe avere un impatto significativo sull’economia giapponese e ha suggerito che la banca centrale potrebbe mantenere i tassi di interesse invariati per un periodo prolungato. Nel frattempo, il membro del consiglio della BoJ Ryozo Himino ha affermato che la banca centrale farà ancora gli aggiustamenti politici necessari in un contesto di volatilità del mercato, suggerendo che i tassi di interesse potrebbero spostarsi verso la neutralità man mano che l’inflazione sottostante si avvicina al target.
D’altro canto, l’escalation del conflitto in Medio Oriente potrebbe dare impulso alle valute rifugio come lo JPY e agire come un vento contrario per il cross valutario. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che i funzionari iraniani lo hanno contattato per raggiungere un accordo per porre fine alla guerra. Tuttavia, ha sottolineato che era troppo tardi e che gli Stati Uniti stavano spingendo per distruggere completamente l’Iran.
Venerdì interverrà la presidente della Banca centrale europea (BCE), Christine Lagarde. Verrà inoltre pubblicato il valore finale del prodotto interno lordo (PIL) dell’Eurozona per il quarto trimestre (Q4).
Analisi tecnica:
Sul grafico giornaliero, l’orientamento a breve termine dell’EUR/JPY diventa cautamente rialzista poiché il prezzo spot rimane ben al di sopra della media mobile esponenziale a 100 giorni. Il cross mantiene un trend rialzista più ampio nonostante il recente consolidamento al di sotto della banda superiore di Bollinger intorno a 185,30. L’azione dei prezzi si è ritirata dal limite superiore della banda, ma continua a rispettare la fascia media in aumento nell’area 183,30 mentre la resistenza dinamica gira lateralmente. L’RSI è a 47,35 e rimane al di sotto della linea mediana di 50, segnalando solo un modesto slancio rialzista, ma l’assenza di condizioni di ipervenduto mantiene la porta aperta per un rinnovato interesse d’acquisto mentre la struttura a medio termine rimane intatta.
La resistenza iniziale si manifesta al massimo del 26 febbraio a 184,74, davanti alla banda superiore di Bollinger a 185,30, dove una chiusura giornaliera al di sopra confermerebbe una continuazione verso la regione di 186,30. D’altra parte, si vede un supporto immediato al minimo del 5 marzo di 182,11. Al di sotto di questo, l’EMA a 100 giorni intorno a 181,30 rappresenta un importante livello strutturale che dovrebbe essere mantenuto per evitare un calo più profondo verso 180,70. Finché il prezzo è al di sopra di questo cluster EMA, i pullback verranno trattati come una correzione all’interno di un profilo giornaliero ancora positivo.
(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)
Domande frequenti sullo yen giapponese
Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.















