La coppia USD/JPY estende la sua serie di vittorie consecutive per la terza sessione consecutiva e lunedì viene scambiata intorno a 158,60 durante le ore di negoziazione asiatiche. La coppia sta aumentando mentre il dollaro USA (USD) guadagna sulla domanda di rifugio sicuro. La guerra in Iran sta entrando nella sua seconda settimana senza una soluzione chiara in vista.

Mojtaba Khamenei è stato nominato leader supremo dell’Iran poco più di una settimana dopo che suo padre Ali Khamenei era stato ucciso negli attacchi israelo-americani, segnalando che gli estremisti mantengono il controllo. La settimana scorsa, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la nomina era “inaccettabile” e ha suggerito che Washington dovrebbe svolgere un ruolo nella scelta del prossimo leader supremo dell’Iran.

Anche il biglietto verde sta trovando supporto mentre i prezzi del petrolio greggio West Texas Intermediate (WTI) salgono sopra i 100,00 dollari al barile nel timore che un conflitto in corso in Medio Oriente possa interrompere le forniture energetiche globali a lungo termine. Trump ha aggiunto che l’aumento del prezzo del petrolio è un “prezzo molto piccolo” da pagare per sconfiggere l’Iran e garantire la pace nel mondo.

Inoltre, il dollaro USA sta ricevendo ulteriore supporto poiché gli operatori rivedono le aspettative di inflazione in seguito allo scoppio delle ostilità la scorsa settimana, rafforzando le scommesse secondo cui la Federal Reserve potrebbe ritardare i tagli dei tassi di interesse.

Il reddito da lavoro giapponese è aumentato del 3% su base annua nel gennaio 2026, dopo essere aumentato del 2,5% nel dicembre 2025. Nel frattempo, il surplus delle partite correnti del Giappone è stato di 941,6 miliardi di yen a gennaio, inferiore ai 960,0 miliardi di yen attesi, rispetto ai precedenti 728,8 miliardi di yen.

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.

Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.

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