Gli analisti di Deutsche Bank notano che le azioni statunitensi rimangono relativamente resilienti nonostante le forti fluttuazioni intraday. L’S&P 500 è sceso leggermente per chiudere ben al di sotto dei suoi massimi, mentre i futures si sono ripresi durante la notte. La volatilità rimane elevata, ma l’indice è ancora inferiore del 3% al suo record di fine gennaio, aiutato da Mag-7 e da risultati tecnologici positivi come le forti prospettive di fatturato di Oracle.

Le azioni americane restano vicine a livelli record

“L’allentamento della tensione nel mercato petrolifero ha innescato ieri un forte rally degli asset rischiosi, con lo STOXX 600 (+1,88%) che ha registrato la sua giornata migliore dallo scorso aprile. E mentre titoli più preoccupanti verso la fine della sessione americana hanno causato la riduzione dei guadagni dell’S&P 500 (-0,21%), i futures dell’S&P 500 sono saliti del +0,32% durante la notte.”

“La volatilità verso la fine della sessione statunitense ha visto l’S&P 500 (-0,21%) chiudere quasi un punto percentuale al di sotto dei massimi giornalieri, mentre l’S&P 500 a pari ponderazione ha registrato un calo più marcato pari a -0,82%”.

“E l’indice VIX ha chiuso a 24,93, un modesto calo di -0,57 punti nel corso della giornata e ben al di sopra del suo minimo intraday di 22,19.”

“Sebbene resti necessaria grande cautela, lo stress finanziario si è notevolmente attenuato dall’inizio della settimana, quando il VIX ha toccato quota 35 all’apertura di lunedì. E nonostante la recente volatilità, l’indice S&P 500 è ancora a meno del 3% dal suo massimo record fissato il 27 gennaio.”

“I Mag-7 hanno svolto un ruolo importante nel sostenere la relativa resilienza delle azioni statunitensi, con l’indice ora +1,15% sopra i livelli pre-strike dopo aver guadagnato +0,38% ieri”.

(Questo articolo è stato creato utilizzando uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un editore.)

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