Lunedì il franco svizzero (CHF) sta guadagnando terreno rispetto al dollaro statunitense (USD), mentre il biglietto verde si indebolisce leggermente, consentendo al cambio USD/CHF di interrompere la sua serie di vittorie consecutive di quattro giorni. Al momento in cui scriviamo, il cambio USD/CHF viene scambiato intorno a 0,7869, in leggero calo dopo aver toccato venerdì il livello più alto dal 22 gennaio.
Da quando è scoppiato il conflitto USA-Iran, il franco svizzero si è apprezzato rispetto alla maggior parte delle principali valute, riflettendo il suo tradizionale fascino come rifugio sicuro in tempi di incertezza geopolitica. Tuttavia, il dollaro USA è rimasto relativamente resiliente grazie al suo ruolo dominante come principale valuta di riserva mondiale, e gli investitori sono alla ricerca di liquidità durante i periodi di stress del mercato.
Allo stesso tempo, l’aumento dei prezzi del petrolio fornisce ulteriore supporto al biglietto verde poiché il commercio globale di petrolio greggio è in gran parte regolato in dollari statunitensi, il che significa che i costi energetici più elevati possono indirettamente aumentare la domanda del dollaro statunitense.
L’attenzione ora si rivolge alle prossime decisioni sui tassi di interesse da parte della Banca nazionale svizzera (BNS) e della Federal Reserve (Fed), previste entro questa settimana. Si prevede che entrambe le banche centrali manterranno invariate le loro impostazioni politiche, con il tasso di interesse della BNS che dovrebbe rimanere allo 0% mentre la Fed dovrebbe mantenere l’intervallo target compreso tra il 3,50% e il 3,75%.
Gli elevati prezzi del petrolio innescati dal conflitto in corso in Medio Oriente stanno alimentando le preoccupazioni sull’inflazione globale e spingendo diverse importanti banche centrali a riconsiderare le loro prospettive di politica monetaria con un tono più cauto o più aggressivo.
Per la Svizzera, invece, la situazione è un po’ diversa. Sebbene il franco svizzero sia un importante importatore netto di energia, aiuta a compensare l’inflazione importata rendendo le merci e le materie prime straniere più economiche nella valuta locale.
Un sondaggio Reuters pubblicato lunedì ha mostrato che tutti i 29 economisti tranne uno si aspettano che la BNS mantenga i tassi di interesse allo 0% fino al 2026. L’indagine suggerisce anche che i politici probabilmente faranno affidamento sugli interventi sui cambi piuttosto che sul ritorno a tassi di interesse negativi per contrastare l’eccessiva forza del franco svizzero.
Nel frattempo, i trader hanno anche ridimensionato significativamente le loro aspettative sui tagli dei tassi della Fed, con i mercati che ora scontano circa un taglio dei tassi entro la fine dell’anno, rispetto ad almeno due tagli dei tassi precedentemente previsti. L’inflazione rimane al di sopra dell’obiettivo del 2% della Fed e le rinnovate pressioni sui prezzi legate all’aumento dei costi energetici hanno aumentato i rischi al rialzo per le prospettive.
Gli investitori seguiranno quindi attentamente le previsioni future del presidente della Fed Jerome Powell per trovare indizi su come i politici intendono bilanciare i rischi di inflazione persistente con i rischi al ribasso nel mercato del lavoro.
Domande frequenti sul franco svizzero
Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. È una delle dieci valute più scambiate al mondo e ha un volume che supera di gran lunga le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra l’altro, dall’umore generale del mercato, dalla situazione economica del Paese o dalle misure adottate dalla Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015 il franco svizzero è stato ancorato all’euro (EUR). La brusca rimozione dell’ancoraggio del tasso di cambio ha portato ad un aumento del valore del franco di oltre il 20%, provocando turbolenze sui mercati. Anche se l’ancoraggio non è più in vigore, gli asset in CHF tendono ad essere altamente correlati con quelli dell’euro a causa dell’elevata dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina Eurozona.
Il franco svizzero (CHF) è considerato un rifugio sicuro o una valuta che gli investitori tendono ad acquistare durante i periodi di stress del mercato. Ciò è dovuto alla posizione percepita della Svizzera nel mondo: un’economia stabile, un forte settore delle esportazioni, elevate riserve delle banche centrali o una posizione politica di lunga data sulla neutralità nei conflitti globali rendono la valuta nazionale una buona scelta per gli investitori avversi al rischio. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore del CHF rispetto ad altre valute considerate più rischiose da investire.
La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte l’anno – una volta al trimestre, meno spesso delle altre principali banche centrali – per decidere sulla politica monetaria. La banca mira a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Se l’inflazione è superiore all’obiettivo o si prevede che lo sarà nel prossimo futuro, la banca tenterà di contenere gli aumenti dei prezzi aumentando il tasso di interesse di riferimento. Tassi di interesse più elevati hanno generalmente un impatto positivo sul franco svizzero (CHF) poiché portano a rendimenti più elevati e rendono il paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.
La pubblicazione dei dati macroeconomici in Svizzera è fondamentale per valutare la situazione economica e può avere un impatto sulla valutazione del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è sostanzialmente stabile, ma qualsiasi cambiamento improvviso nella crescita economica, nell’inflazione, nelle partite correnti o nelle riserve estere della banca centrale può causare fluttuazioni del CHF. In generale, l’elevata crescita economica, la bassa disoccupazione e l’elevata fiducia sono positivi per il CHF. Al contrario, se i dati economici indicano un indebolimento dello slancio, è probabile che il CHF si deprezzi.
Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dalla salute delle economie vicine dell’Eurozona. L’Unione europea nel suo insieme è il partner economico più importante della Svizzera e un importante alleato politico. Pertanto, la stabilità macroeconomica e monetaria nell’Eurozona è essenziale per la Svizzera e quindi per il franco svizzero (CHF). Data questa dipendenza, alcuni modelli suggeriscono che la correlazione tra il destino dell’euro (EUR) e quello del franco svizzero è superiore al 90% o quasi perfetta.















