Il cambio USD/CHF si è indebolito dopo essere salito di oltre l’1% nella sessione precedente, per attestarsi intorno a 0,7920 durante le ore di negoziazione asiatiche di giovedì. La coppia si è mossa leggermente dopo che la Banca nazionale svizzera (BNS) ha deciso di mantenere il tasso di interesse invariato allo 0% nel primo trimestre del 2026, come ampiamente previsto. Gli operatori probabilmente guarderanno la conferenza stampa della BNS nel corso della giornata.

La valutazione della politica monetaria della BNS ha evidenziato una maggiore disponibilità a intervenire sui mercati valutari in seguito alla crisi in Medio Oriente per frenare un eccessivo apprezzamento del franco svizzero (CHF) e garantire la stabilità dei prezzi. Le prospettive economiche per la Svizzera restano incerte per i prossimi mesi.

Inoltre, il dollaro americano (USD) ha recuperato le sue perdite giornaliere a causa di un cambiamento più aggressivo nelle prospettive della Federal Reserve (Fed). La Fed ha lasciato i tassi di interesse invariati tra il 3,50% e il 3,75% nella riunione di marzo. Il presidente Jerome Powell ha osservato che, sebbene si prevede che l’inflazione diminuisca gradualmente, il ritmo del calo dell’inflazione potrebbe essere più lento di quanto si pensasse in precedenza. Powell ha anche sottolineato che l’aumento dei prezzi del petrolio legati al conflitto iraniano probabilmente farà aumentare l’inflazione nel breve termine.

Per quanto riguarda i dati statunitensi, i prezzi alla produzione sono aumentati più del previsto a febbraio, rafforzando i segnali che le pressioni inflazionistiche, oltre ai costi energetici, continuano. L’indice dei prezzi alla produzione (PPI) statunitense è aumentato dello 0,7% su base mensile (Mensile) a febbraio, rispetto allo 0,5% di gennaio e ben al di sopra delle aspettative dello 0,3%, segnando il maggiore aumento in sette mesi. Gli investitori attendono ora le richieste settimanali di disoccupazione per ottenere ulteriori informazioni sulle condizioni del mercato del lavoro.

Domande frequenti sul franco svizzero

Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. È una delle dieci valute più scambiate al mondo e ha un volume che supera di gran lunga le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra l’altro, dall’umore generale del mercato, dalla situazione economica del Paese o dalle misure adottate dalla Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015 il franco svizzero è stato ancorato all’euro (EUR). L’ancoraggio del tasso di cambio è stato improvvisamente rimosso, provocando un aumento del valore del franco di oltre il 20% e provocando turbolenze sui mercati. Anche se l’ancoraggio non è più in vigore, gli asset in CHF tendono ad essere altamente correlati con quelli dell’euro a causa dell’elevata dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina Eurozona.

Il franco svizzero (CHF) è considerato un rifugio sicuro o una valuta che gli investitori tendono ad acquistare durante i periodi di stress del mercato. Ciò è dovuto alla posizione percepita della Svizzera nel mondo: un’economia stabile, un forte settore delle esportazioni, elevate riserve delle banche centrali o una posizione politica di lunga data sulla neutralità nei conflitti globali rendono la valuta nazionale una buona scelta per gli investitori avversi al rischio. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore del CHF rispetto ad altre valute considerate più rischiose da investire.

La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte l’anno – una volta al trimestre, meno spesso delle altre principali banche centrali – per decidere sulla politica monetaria. La banca mira a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Se l’inflazione è superiore all’obiettivo o si prevede che lo sarà nel prossimo futuro, la banca tenterà di contenere gli aumenti dei prezzi aumentando il tasso di interesse di riferimento. Tassi di interesse più elevati hanno generalmente un impatto positivo sul franco svizzero (CHF) poiché portano a rendimenti più elevati e rendono il paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.

La pubblicazione dei dati macroeconomici in Svizzera è fondamentale per valutare la situazione economica e può avere un impatto sulla valutazione del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è sostanzialmente stabile, ma qualsiasi cambiamento improvviso nella crescita economica, nell’inflazione, nelle partite correnti o nelle riserve estere della banca centrale può causare fluttuazioni del CHF. In generale, l’elevata crescita economica, la bassa disoccupazione e l’elevata fiducia sono positivi per il CHF. Al contrario, se i dati economici indicano un indebolimento dello slancio, è probabile che il CHF si deprezzi.

Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dalla salute delle economie vicine dell’Eurozona. L’Unione europea nel suo insieme è il partner economico più importante della Svizzera e un importante alleato politico. Pertanto, la stabilità macroeconomica e monetaria nell’Eurozona è essenziale per la Svizzera e quindi per il franco svizzero (CHF). Data questa dipendenza, alcuni modelli suggeriscono che la correlazione tra il destino dell’euro (EUR) e quello del franco svizzero è superiore al 90% o quasi perfetta.

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