Bob Savage, responsabile della strategia macro dei mercati presso BNY, sostiene che l’atteggiamento aggressivo della Banca Centrale Europea (BCE) in risposta allo shock energetico indotto dall’Iran ha spinto al rialzo i tassi di interesse a breve termine nella zona euro, anche se le aspettative di inflazione rimangono contenute. Savage avverte che ulteriori rialzi dei tassi richiederanno una chiara giustificazione dal cambiamento delle aspettative e dei dati, con i prossimi dati PMI e Ifo cruciali per misurare la crescita e le pressioni sui costi di input nell’area euro.
L’atteggiamento aggressivo della BCE rispetto ai fondamentali
“Lo shock energetico ha innescato una drammatica rivalutazione della politica monetaria, con la Banca Centrale Europea (BCE), la Banca d’Inghilterra (BoE) e il FOMC che hanno segnalato un atteggiamento più aggressivo del previsto. I tassi di inflazione di pareggio sono aumentati bruscamente mentre le curve dei rendimenti si sono appiattite, aumentando significativamente le aspettative per un rialzo dei tassi.”
“Il rifiuto della BCE e della BoE di risolvere il conflitto ha fatto salire il prezzo degli aumenti dei tassi di interesse”.
“Non escluderemmo aumenti dei tassi di interesse a breve termine, ma qualsiasi azione deve essere giustificata dal cambiamento delle aspettative e nulla suggerisce altro che misure precauzionali piuttosto che un nuovo ciclo”.
“Altrimenti sarà una settimana tranquilla, ma la BCE presterà molta attenzione ai dati preliminari PMI e Ifo della Germania per marzo, che forniranno le prime indicazioni dell’impatto sul conflitto per l’industria e gli esportatori, in particolare in relazione ai costi di produzione”.
(Questo articolo è stato creato utilizzando uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un editore.)















