Lunedì l’oro (XAU/USD) rimbalza dai minimi da inizio anno mentre inizia la caccia alle occasioni dopo una forte svendita, con il metallo che trova supporto dopo la notizia che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rinviato gli attacchi pianificati alle centrali elettriche e alle infrastrutture energetiche dell’Iran.

Al momento in cui scriviamo, la coppia XAU/USD viene scambiata intorno ai 4.350 dollari, dopo essere scesa brevemente sotto i 4.100 dollari durante la sessione asiatica, il livello più basso da novembre 2025.

Trump ha affermato di aver ordinato al Dipartimento di Guerra di rinviare di cinque giorni gli attacchi pianificati contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane, in attesa dell’esito delle discussioni in corso, ha riferito Reuters. La notizia ha fatto scendere drasticamente i prezzi del petrolio greggio, allentando le preoccupazioni sull’inflazione e innescando un calo dei rendimenti del dollaro statunitense (USD) e dei titoli del Tesoro.

Ciò è avvenuto dopo che Trump aveva avvertito durante il fine settimana che le infrastrutture energetiche iraniane avrebbero potuto essere prese di mira se lo Stretto di Hormuz non fosse stato riaperto entro 48 ore. In risposta, l’Iran ha minacciato ritorsioni e ha avvertito che l’intera infrastruttura energetica, informatica e di desalinizzazione degli Stati Uniti e di Israele potrebbe essere presa di mira.

La mossa rappresenta un temporaneo allentamento delle tensioni geopolitiche e ha migliorato il sentiment del mercato. Tuttavia, l’incertezza che circonda il conflitto rimane elevata e potrebbe limitare un ulteriore rialzo del metallo a meno che non vi sia una chiara allentamento e la riapertura dello Stretto di Hormuz. I prezzi del petrolio rimangono elevati nonostante il calo intraday, quindi le preoccupazioni sull’inflazione e il loro impatto economico rimangono al centro dell’attenzione.

Di conseguenza, i mercati si aspettano sempre più che le banche centrali mantengano i tassi di interesse elevati più a lungo o addirittura prendano in considerazione l’aumento dei tassi mentre la guerra si trascina e l’inflazione rimane persistente.

La rivalutazione delle aspettative sui tassi di interesse è stata ulteriormente supportata dalle riunioni delle banche centrali della scorsa settimana, in cui i policymaker hanno optato in gran parte per mantenere i tassi di interesse, sottolineando al contempo i rischi al rialzo per l’inflazione e l’incertezza che circonda l’evoluzione del contesto geopolitico.

I mercati hanno scontato quest’anno i tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, mentre in altre principali economie sono aumentate le aspettative di un ulteriore inasprimento. Tassi di interesse più elevati aumentano il costo opportunità di detenere asset senza rendimento come l’oro.

Guardando al futuro, i mercati terranno d’occhio gli sviluppi geopolitici per determinare la direzione. Con i pochi dati economici statunitensi previsti lunedì, è probabile che i prezzi dell’oro siano determinati dal sentiment generale del mercato e da eventuali successivi annunci legati alla guerra.

Analisi tecnica: XAU/USD rimbalza dalla SMA a 200 giorni, permangono rischi al ribasso

Da un punto di vista tecnico, la coppia XAU/USD ha attirato l’interesse degli acquirenti dopo il rimbalzo dalla SMA (media mobile semplice) a 200 giorni vicino a 4.095 dollari, contribuendo a mantenere il trend rialzista generale. Tuttavia, l’orientamento a breve termine rimane leggermente ribassista poiché il metallo continua a essere scambiato al di sotto delle SMA a 100 e 50 giorni, indicando una continua pressione di vendita.

Gli indicatori di momentum riflettono questa prospettiva contrastante: il Relative Strength Index (RSI) è intorno a 26, suggerendo condizioni di ipervenduto che potrebbero supportare una ripresa a breve termine, mentre l’Average True Range (ATR) rimane elevato, indicando una maggiore volatilità.

Sul lato positivo, il livello dei 4.500$ funge da resistenza immediata, seguito dalla SMA a 100 giorni a circa 4.600$. Un break prolungato sopra questa zona potrebbe spostare l’attenzione sulla SMA a 50 giorni vicino a 4.970$ e sul livello psicologico chiave a 5.000$. D’altro canto, un break prolungato al di sotto della SMA a 200 giorni potrebbe innescare un calo più profondo verso i 4.000$.

Domande frequenti sull’oro

L’oro ha svolto un ruolo chiave nella storia umana poiché è stato ampiamente utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. A parte la sua lucentezza e il suo utilizzo in gioielleria, il metallo prezioso è attualmente ampiamente visto come un bene rifugio, il che significa che è considerato un buon investimento durante i periodi turbolenti. L’oro è anche ampiamente visto come una copertura contro l’inflazione e le svalutazioni valutarie perché non dipende da un emittente o governo specifico.

Le banche centrali sono le maggiori detentrici di oro. Nel loro obiettivo di sostenere le proprie valute durante i periodi turbolenti, le banche centrali tendono a diversificare le proprie riserve e ad acquistare oro per migliorare la forza percepita dell’economia e della valuta. Grandi riserve auree possono essere fonte di fiducia nella solvibilità di un paese. Le banche centrali hanno aumentato le loro riserve di 1.136 tonnellate di oro nel 2022, per un valore di circa 70 miliardi di dollari, secondo i dati del World Gold Council. Si tratta dell’acquisto annuale più alto mai registrato. Le banche centrali dei mercati emergenti come Cina, India e Turchia stanno rapidamente aumentando le loro riserve auree.

L’oro ha una correlazione inversa con il dollaro USA e i titoli del Tesoro USA, che rappresentano sia riserve importanti che beni rifugio. Quando il dollaro si deprezza, i prezzi dell’oro tendono ad aumentare, consentendo agli investitori e alle banche centrali di diversificare i propri asset durante i periodi turbolenti. L’oro è anche inversamente correlato agli asset rischiosi. Un rally del mercato azionario tende a indebolire i prezzi dell’oro, mentre le vendite nei mercati più rischiosi tendono a favorire il metallo prezioso.

Il prezzo può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono rapidamente far aumentare i prezzi dell’oro a causa del suo status di bene rifugio. Essendo un asset non redditizio, l’oro tende a salire quando i tassi di interesse sono più bassi, mentre i costi monetari più elevati di solito gravano sul metallo giallo. Tuttavia, la maggior parte dei movimenti dipende dal comportamento del dollaro statunitense (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAU/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’oro, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi dell’oro più in alto.

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