La coppia GBP/USD viene scambiata intorno a 1,3420 verso mercoledì, conservando la maggior parte dei guadagni settimanali, dopo aver registrato un netto rimbalzo da circa 1,3250 di lunedì, la svendita innescata dal cessate il fuoco, a circa 1,3480 di martedì. La coppia si è stabilizzata ben al di sopra dell’area 1,3360, con l’ultima sessione di martedì leggermente al di fuori dei massimi settimanali in un intervallo ristretto.
Il rilascio dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) di febbraio alle 07:00 GMT di mercoledì è l’evento chiave per la sessione di mercato infrasettimanale. Il dato di gennaio è stato del 3,0% su base annua, in calo rispetto al 3,4% di dicembre, con un indice dei prezzi al consumo core al 3,1% e un’inflazione dei servizi al 4,4%. Il consenso per l’IPC core di febbraio è del 3,1% su base annua e rimane stabile. I verbali della riunione di marzo della Banca d’Inghilterra (BoE) rilevavano che l’inflazione dei servizi era al 4,4%, ben al di sopra della previsione della banca del 4,1%, e avvertivano che lo shock energetico in Medio Oriente avrebbe spinto l’indice dei prezzi al consumo al 3-3,5% nei prossimi trimestri. Il governatore Andrew Bailey ha descritto la situazione come quella in cui “la politica monetaria non può invertire questo shock dell’offerta” ma “deve rispondere al rischio di un impatto più persistente sull’inflazione CPI del Regno Unito”.
La decisione di marzo è stata approvata all’unanimità, un cambiamento notevole rispetto alla ristretta divisione 5-4 di febbraio in cui quattro membri avevano chiesto un taglio al 3,50%. I tassi di interesse impliciti nel mercato ora tendono leggermente al rialzo fino al 2026, con le precedenti aspettative di tagli a breve termine del tutto abbandonate. Un dato positivo sull’indice dei prezzi al consumo mercoledì, in particolare nei settori core e dei servizi, rafforzerebbe l’atteggiamento aggressivo della BoE e sosterrebbe la sterlina, mentre un dato più debole potrebbe ravvivare alcune aspettative di taglio in vista della riunione del 30 aprile.
Nel corso della settimana, il vicegovernatore della BoE Sarah Breeden e il membro esterno Megan Greene parleranno giovedì, seguiti dai dati sulle vendite al dettaglio di venerdì (consenso su base mensile -0,8% contro 1,8% precedente) e sulla fiducia dei consumatori GfK (consenso -24 contro -19 precedente), che metteranno alla prova la rapidità con cui lo shock energetico peserà sulla spesa delle famiglie.
Grafico orario GBP/USD
Analisi tecnica
Sul grafico a 1 ora, la coppia GBP/USD viene scambiata a 1,3419. L’orientamento a breve termine è leggermente rialzista poiché il prezzo rimane al di sopra della media mobile esponenziale crescente di 200 periodi vicino a 1.3360 e la tendenza oraria più ampia è al rialzo nonostante il recente movimento laterale. Il recente aumento dell’RSI stocastico dai livelli bassi mostra un rimbalzo dello slancio da una condizione di ipervenduto, coerente con la capacità della coppia di difendere minimi più alti al di sopra della media a lungo termine.
Il supporto iniziale si trova a 1.3400, proteggendo un pullback più profondo verso 1.3380 e poi nell’area 1.3360, dove l’EMA a 200 periodi fornisce supporto tecnico. Sul lato rialzista, la resistenza immediata sorge a 1.3450, con una rottura che espone 1.3480 e poi l’area 1.3520. Finché la coppia GBP/USD rimane al di sopra di 1,3380, gli acquirenti mantengono il controllo della struttura intraday, mentre un calo prolungato fino a 1,3360 minerebbe l’attuale tendenza rialzista.
(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)
Domande frequenti sulla sterlina
La sterlina (GBP) è la valuta più antica del mondo (886 d.C.) e la valuta ufficiale del Regno Unito. Secondo i dati del 2022, è la quarta unità di valuta estera (FX) più scambiata a livello globale, rappresentando il 12% di tutte le transazioni con un valore medio di 630 miliardi di dollari al giorno. Le sue principali coppie di scambio sono GBP/USD, noto anche come “Cable”, che rappresenta l’11% del cambio, GBP/JPY o “Dragon” come viene chiamato dai trader (3%) e EUR/GBP (2%). La sterlina è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).
Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina è la politica monetaria stabilita dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le sue decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di “stabilità dei prezzi” – un tasso di inflazione costante di circa il 2%. Il loro strumento principale per raggiungere questo obiettivo è adeguare i tassi di interesse. Se l’inflazione è troppo alta, la BoE cercherà di contenerla alzando i tassi di interesse, rendendo l’accesso al credito più costoso per privati e imprese. Ciò è generalmente positivo per la GBP poiché i tassi di interesse più elevati rendono il Regno Unito un luogo più attraente per gli investitori globali in cui parcheggiare i propri soldi. Se l’inflazione è troppo bassa, è un segnale che la crescita economica sta rallentando. In questo scenario, la BoE prenderà in considerazione la possibilità di tagliare i tassi di interesse per rendere il credito più economico, in modo che le aziende possano prendere in prestito di più per investire in progetti che stimolano la crescita.
I dati pubblicati misurano lo stato dell’economia e possono avere un impatto sul valore della sterlina. Indicatori come il PIL, i PMI manifatturieri e dei servizi e l’occupazione possono tutti influenzare la direzione della GBP. Un’economia forte è positiva per la sterlina. Ciò non solo attirerà più investimenti esteri, ma potrebbe anche incoraggiare la BoE ad aumentare i tassi di interesse, il che rafforzerà direttamente la sterlina. Altrimenti, è probabile che la sterlina crolli a causa dei dati economici deboli.
Un altro importante rilascio di dati per la sterlina è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra ciò che un paese guadagna dalle sue esportazioni e ciò che spende per le importazioni in un dato periodo. Quando un paese produce beni di esportazione desiderabili, la sua valuta beneficia esclusivamente della domanda aggiuntiva da parte di acquirenti stranieri che desiderano acquistare tali beni. Pertanto, un saldo commerciale netto positivo rafforza una valuta e viceversa, si applica un saldo negativo.















