L’ex governatore della Banca del Giappone (BoJ) Haruhiko Kuroda ha dichiarato in un’intervista al quotidiano Asahi che la banca centrale dovrebbe continuare a spingere la politica monetaria verso la normalizzazione.

Osservazioni

Se ci pensi normalmente, la BoJ alzerebbe i tassi di interesse ad aprile.

La guerra tra Stati Uniti e Iran servirebbe solo ad accelerare i rialzi dei tassi di interesse.

Ciò non dovrebbe interrompere il processo di normalizzazione della politica monetaria.

Non vede alcun problema il fatto che la BoJ aumenti i tassi di interesse tre o quattro volte per raggiungere “circa l’1,50%” nel 2027.

Reazione del mercato

I commenti dell’ex BoJ Kuroda sullo yen giapponese (JPY) non sembrano aver avuto un impatto significativo. Al momento in cui scriviamo, la coppia USD/JPY viene scambiata leggermente in rialzo intorno a 160,00.

Domande frequenti sulla Banca del Giappone

La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese che stabilisce la politica monetaria del paese. La sua missione è emettere banconote ed effettuare controlli monetari e monetari per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione di circa il 2%.

La Banca del Giappone ha introdotto una politica monetaria estremamente espansiva nel 2013 per stimolare l’economia e aumentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero sulla stampa di banconote per acquistare attività come obbligazioni governative o societarie per fornire liquidità. Nel 2016, la banca ha raddoppiato la sua strategia e allentato ulteriormente le sue politiche, introducendo prima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni. Nel marzo 2024, la BoJ ha alzato i tassi di interesse, invertendo di fatto la sua politica monetaria estremamente accomodante.

Le massicce misure di stimolo della banca hanno portato ad una svalutazione dello yen rispetto ai suoi principali partner valutari. Questo processo si è intensificato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per combattere decenni di inflazione. Le politiche della BoJ hanno portato ad un ampliamento del differenziale con le altre valute e hanno depresso il valore dello yen. Questa tendenza è stata parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la sua posizione politica ultra-espansiva.

L’indebolimento dello yen e l’aumento dei prezzi globali dell’energia hanno portato ad un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. A questo movimento ha contribuito anche la prospettiva di un aumento dei salari nel paese, un fattore chiave per l’inflazione.

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