Gli analisti di Standard Chartered Nicholas Chia e Chong Hoon Park sottolineano che i nuovi indicatori della Banca del Giappone (BoJ) mostrano un’inflazione sottostante vicina o superiore al target del 2% e un output gap positivo dal primo trimestre del 2022, suggerendo una crescita superiore al potenziale. Sostengono che questo contesto, insieme a un orientamento politico ancora accomodante, potrebbe giustificare ulteriori rialzi dei tassi, anche se soddisfare le aspettative del mercato per il 2026 rimane una sfida.

L’inflazione di fondo e lo spostamento dell’output gap

“La Banca del Giappone (BoJ) ha pubblicato una serie di dati economici sull’inflazione sottostante alla fine di marzo”.

“Questi includono nuovi indicatori CPI – che escludono i cosiddetti fattori istituzionali come i sussidi governativi – che mostrano che l’inflazione sottostante è vicina o superiore all’obiettivo del 2% della BoJ”.

“Si prevede che anche l’output gap sarà positivo a partire dal primo trimestre del 2022, suggerendo che la crescita effettiva è superiore al potenziale, in contrasto con le stime precedenti di un persistente gap negativo”.

“La BoJ ha stimato che lo spread del tasso di interesse neutrale rimarrà sostanzialmente invariato a un valore nominale pari all’1,1-2,5%”.

“Crediamo che potrebbe essere un grosso ostacolo per la BoJ soddisfare le aspettative del mercato per due rialzi dei tassi nel 2026”.

(Questo articolo è stato creato utilizzando uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un editore.)

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