Il prezzo dell’argento (XAG/USD) ha terminato la sua serie di vittorie consecutive di tre giorni, attestandosi a circa 74,20 dollari l’oncia mercoledì durante l’orario di negoziazione asiatico. La domanda di argento rifugio si sta indebolendo mentre cresce l’ottimismo sull’allentamento delle tensioni in Medio Oriente.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato martedì che gli Stati Uniti si ritireranno dal conflitto iraniano “molto presto” e che un ritiro sarà possibile entro due o tre settimane. I commenti si basano su segnali precedenti secondo cui gli obiettivi statunitensi sono stati ampiamente raggiunti, aumentando le aspettative di una risoluzione più rapida. Trump ha anche affermato che non è necessario un accordo formale con Teheran per porre fine alle ostilità, privilegiando i risultati militari rispetto ai negoziati diplomatici.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha espresso la volontà di allentare la tensione se fossero garantite determinate garanzie. Tuttavia, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha assunto una posizione più ferma, rifiutando un cessate il fuoco temporaneo e chiedendo la fine completa della guerra, nonché garanzie contro futuri attacchi e risarcimento dei danni, aumentando l’insicurezza.
Nonostante la recente debolezza, l’argento non produttivo potrebbe trovare supporto poiché l’allentamento delle tensioni potrebbe abbassare i prezzi del petrolio e ridurre i timori di un ulteriore inasprimento da parte delle banche centrali. L’argento è sceso di quasi il 20% a marzo, segnando il calo più netto da settembre 2011, spinto dalle perturbazioni del mercato energetico e dalle crescenti preoccupazioni sull’inflazione che hanno rafforzato una prospettiva politica aggressiva. Ci sono stati anche cambiamenti nei mercati poiché i trader hanno ora abbandonato le aspettative di tagli dei tassi di interesse statunitensi nel 2026, invertendo le precedenti previsioni di due tagli dei tassi prima del conflitto.
Domande frequenti sull’argento
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato tra gli investitori. In passato veniva utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di elevata inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico in monete o lingotti o scambiarlo attraverso veicoli come i fondi negoziati in borsa che ne seguono il prezzo sui mercati internazionali.
Il prezzo dell’argento può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono far aumentare i prezzi dell’argento a causa del suo status di bene rifugio, anche se in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset non redditizio, l’argento tende ad apprezzarsi quando i tassi di interesse sono più bassi. I suoi movimenti dipendono anche dal comportamento del dollaro statunitense (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’argento, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi più in alto. Anche altri fattori come la domanda di investimenti, l’offerta mineraria (l’argento è molto più comune dell’oro) e i tassi di riciclaggio possono influenzare i prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori quali l’elettronica o l’energia solare, perché ha una delle conduttività elettriche più elevate di qualsiasi altro metallo, più del rame e dell’oro. Un aumento della domanda può far aumentare i prezzi, mentre una diminuzione tende ad abbassarli. Anche le dinamiche nelle economie di Stati Uniti, Cina e India possono contribuire alle fluttuazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i loro grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; In India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso per la gioielleria gioca un ruolo cruciale nella determinazione dei prezzi.
Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento tende a seguire l’esempio poiché il loro status di bene rifugio è simile. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa di entrambi i metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe indicare che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.















