La coppia NZD/USD sta attirando alcuni venditori dopo essere salita leggermente verso l’area 0,5760 o massimo settimanale durante la sessione asiatica, bloccando il movimento di recupero del giorno precedente dal minimo di quattro mesi. I prezzi spot sono scivolati in area 0,730 nell’ultima ora e appaiono vulnerabili alla continuazione del trend ribassista osservato negli ultimi due mesi.
L’ottimismo suscitato dal segnale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui gli Stati Uniti avrebbero posto fine alle attuali ostilità con l’Iran entro due o tre settimane rimane limitato tra le notizie secondo cui gli Emirati Arabi Uniti stanno spingendo per un’azione militare per riaprire lo Stretto di Hormuz. Inoltre, gli Stati Uniti stanno ancora dispiegando truppe e risorse aggiuntive in Medio Oriente, aumentando il rischio di un conflitto regionale più ampio. Ciò lascia in gioco le preoccupazioni sull’inflazione e le scommesse sull’aumento dei tassi della Federal Reserve (Fed), fornendo un vento favorevole per il dollaro statunitense (USD) ed esercitando una certa pressione sulla coppia NZD/USD.
Nel frattempo, il dollaro neozelandese (NZD) è indebolito dalle aspettative che la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) possa attendere fino al quarto trimestre prima di aumentare i tassi di interesse nel timore che uno shock prolungato sull’offerta energetica possa danneggiare la crescita economica. Inoltre, gli ultimi dati rilasciati da RatingDog hanno mostrato che il PMI manifatturiero cinese è sceso da 52,1 a 50,8 a marzo. Ciò contraddice i PMI ufficiali ottimistici di martedì e indica una fragile ripresa nella seconda economia mondiale, esercitando ulteriore pressione sulle valute degli Antipodi, compreso il kiwi.
Il contesto fondamentale sopra menzionato conferma le prospettive negative a breve termine per la coppia NZD/USD, anche se i trader potrebbero scegliere di attendere gli sviluppi geopolitici prima di effettuare scommesse direzionali aggressive. Nel frattempo, i dati economici statunitensi di mercoledì – con la pubblicazione del rapporto ADP sull’occupazione nel settore privato, le vendite al dettaglio mensili e l’indice ISM dei responsabili degli acquisti manifatturieri – saranno visti come un catalizzatore. L’attenzione del mercato si sposterà poi sulla pubblicazione del rapporto sui salari non agricoli statunitensi (NFP) molto seguito venerdì.
Domande frequenti sul dollaro neozelandese
Il dollaro neozelandese (NZD), noto anche come Kiwi, è una valuta di scambio ben nota tra gli investitori. Il suo valore è in gran parte determinato dalla salute dell’economia neozelandese e dalle politiche della banca centrale del paese. Tuttavia, ci sono alcune caratteristiche uniche che possono anche causare uno spostamento del NZD. La performance dell’economia cinese tende a spostare il Kiwi poiché la Cina è il principale partner commerciale della Nuova Zelanda. Le cattive notizie per l’economia cinese probabilmente significheranno meno esportazioni dalla Nuova Zelanda verso il paese, il che ha un impatto negativo sull’economia e quindi sulla valuta. Un altro fattore che muove il NZD sono i prezzi del latte, poiché l’industria lattiero-casearia è la principale esportazione della Nuova Zelanda. I prezzi elevati del latte aumentano le entrate delle esportazioni e contribuiscono positivamente all’economia e quindi al NZD.
La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) mira a raggiungere e mantenere un tasso di inflazione compreso tra l’1% e il 3% nel medio termine, con l’obiettivo di mantenerlo vicino al punto medio del 2%. A tale scopo la banca fissa un livello di tasso di interesse adeguato. Se l’inflazione è troppo alta, la RBNZ aumenterà i tassi di interesse per raffreddare l’economia, ma questa mossa aumenterà anche i rendimenti obbligazionari, aumentando l’attrattiva per gli investitori ad investire nel paese e stimolando così il NZD. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il NZD. Anche il cosiddetto differenziale del tasso di interesse, o il modo in cui i tassi di interesse della Nuova Zelanda si confrontano o dovrebbero confrontarsi con quelli della Federal Reserve statunitense, può svolgere un ruolo chiave nel movimento della coppia NZD/USD.
La pubblicazione di dati macroeconomici in Nuova Zelanda è fondamentale per valutare la situazione economica e può influire sulla valutazione del dollaro neozelandese (NZD). Un’economia forte basata su un’elevata crescita economica, una bassa disoccupazione e un’elevata fiducia è positiva per il NZD. L’elevata crescita economica attrae investimenti esteri e potrebbe incoraggiare la Reserve Bank of New Zealand ad aumentare i tassi di interesse se questa forza economica fosse accompagnata da un aumento dell’inflazione. D’altro canto, se i dati economici sono deboli, è probabile che il NZD perda valore.
Il dollaro neozelandese (NZD) tende a salire durante i periodi rischiosi o quando gli investitori ritengono che i rischi complessivi del mercato siano bassi e sono ottimisti riguardo alla crescita. Ciò tende a portare a prospettive più favorevoli per le materie prime e le cosiddette “valute legate alle materie prime” come il Kiwi. Al contrario, il NZD tende a indebolirsi durante i periodi di turbolenza del mercato o di incertezza economica poiché gli investitori tendono a vendere asset più rischiosi e a fuggire verso paradisi sicuri più stabili.















