Martedì il prezzo dell’argento (XAG/USD) ha esteso le perdite poiché il metallo bianco non è riuscito a superare i 75,00 dollari, mentre la SMA a 20 giorni è scesa al di sotto della SMA a 100 giorni, indicando che i venditori stanno guadagnando terreno. Al momento in cui scriviamo, la coppia XAG/USD viene scambiata a 72,24$, in ribasso dello 0,69%.
Analisi dei prezzi XAG/USD: prospettive tecniche
Il crollo dell’argento sotto la SMA a 100 giorni il 2 aprile ha inizialmente intensificato il movimento al ribasso verso i 69,58$ prima di recuperare un po’, cancellando alcune delle perdite e chiudendo la giornata sopra i 70,00$. Successivamente, la coppia XAG/USD rimane limitata al rialzo a $ 74,00 e registra massimi inferiori consecutivi, indicando che i venditori sono al comando.
Il Relative Strength Index (RSI) continua a confermare che gli orsi si stanno rafforzando poiché l’indice è al di sotto del livello neutrale di 50.
Affinché il trend ribassista continui, gli orsi dovranno superare il supporto psicologico a 70,00$. Una rottura di quest’ultimo esporrebbe il livello del 2 aprile di 69,58$, seguito dal minimo del 6 febbraio a 64,10$.
D’altro canto, sta emergendo una resistenza chiave alla confluenza delle SMA a 20 e 100 giorni intorno a 75,11$. Con ulteriore forza, è in vista un movimento verso il minimo intraday del 3 marzo, che è diventato resistenza a 77,98 dollari.
Grafico dei prezzi XAG/USD – giornaliero
Domande frequenti sull’argento
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato tra gli investitori. In passato veniva utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di elevata inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico in monete o lingotti o scambiarlo attraverso veicoli come i fondi negoziati in borsa che ne seguono il prezzo sui mercati internazionali.
Il prezzo dell’argento può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono far aumentare i prezzi dell’argento a causa del suo status di bene rifugio, anche se in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset non redditizio, l’argento tende ad apprezzarsi quando i tassi di interesse sono più bassi. I suoi movimenti dipendono anche dal comportamento del dollaro americano (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’argento, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi più in alto. Anche altri fattori come la domanda di investimenti, l’offerta mineraria (l’argento è molto più comune dell’oro) e i tassi di riciclaggio possono influenzare i prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori quali l’elettronica o l’energia solare, perché ha una delle conduttività elettriche più elevate di qualsiasi altro metallo, più del rame e dell’oro. Un aumento della domanda può far aumentare i prezzi, mentre una diminuzione tende ad abbassarli. Anche le dinamiche nelle economie di Stati Uniti, Cina e India possono contribuire alle fluttuazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i loro grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; In India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso per la gioielleria gioca un ruolo cruciale nella determinazione dei prezzi.
Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento tende a seguire l’esempio poiché il loro status di bene rifugio è simile. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa di entrambi i metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe indicare che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.