Si prevede che la coppia NZD/USD estenda il ritracciamento di questa settimana dalla barriera orizzontale 0,5925-0,5930 e scivoli al ribasso per il secondo giorno consecutivo venerdì. I prezzi spot stanno scendendo verso l’area 0,5840 durante la sessione asiatica e appaiono vulnerabili in prossimità di una media mobile semplice (SMA) a 200 giorni tecnicamente significativa in un contesto rialzista del dollaro statunitense (USD).

L’indice USD (DXY), che replica il biglietto verde rispetto a un paniere di valute, mantiene il suo trend positivo per il quarto giorno consecutivo a causa delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran. Inoltre, la mancanza di progressi nei colloqui di pace a causa della situazione di stallo nello Stretto di Hormuz tiene gli investitori sulle spine e favorisce lo status di rifugio sicuro del dollaro americano. Questo, a sua volta, è visto come un fattore chiave che esercita una certa pressione al ribasso sulla coppia NZD/USD.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato martedì che il blocco dei porti iraniani da parte della marina statunitense continuerà, mentre l’Iran ha posto la completa revoca del blocco come condizione rigorosa per la ripresa dei negoziati. Inoltre, Trump ha ordinato alla Marina americana di sparare a qualsiasi imbarcazione che depositasse mine nel canale di navigazione critico. Ciò mantiene in gioco i rischi geopolitici e smorza le speranze di una de-escalation duratura che sostenga l’USD.

Nel frattempo, le continue interruzioni dell’approvvigionamento energetico continuano a sostenere l’aumento dei prezzi del petrolio greggio e ad alimentare i timori di inflazione, smorzando le speranze per un atteggiamento accomodante da parte della Federal Reserve (Fed) statunitense. I trader ora vedono la possibilità di un unico taglio del tasso della Fed di 25 punti base (bps) nel 2026. Ciò supporta un ulteriore apprezzamento del dollaro e suggerisce che il percorso di minor resistenza per la coppia NZD/USD è al ribasso.

Tuttavia, l’inflazione persistente e persistente ha portato a ipotizzare che la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) possa mantenere politiche caute o prendere in considerazione un inasprimento per riportare l’inflazione alla mediana del 2%. In effetti, i dati di questa settimana hanno mostrato che il tasso di inflazione annuale della Nuova Zelanda era del 3,1% nel trimestre di marzo del 2026, leggermente al di sopra dell’intervallo obiettivo della banca centrale dell’1-3%. Ciò potrebbe limitare le perdite del dollaro neozelandese (NZD) e della coppia NZD/USD.

Domande frequenti sul dollaro neozelandese

Il dollaro neozelandese (NZD), noto anche come Kiwi, è una valuta di scambio ben nota tra gli investitori. Il suo valore è in gran parte determinato dalla salute dell’economia neozelandese e dalle politiche della banca centrale del paese. Tuttavia, ci sono alcune caratteristiche uniche che possono anche causare uno spostamento del NZD. La performance dell’economia cinese tende a spostare il Kiwi poiché la Cina è il principale partner commerciale della Nuova Zelanda. Le cattive notizie per l’economia cinese probabilmente significheranno meno esportazioni dalla Nuova Zelanda verso il paese, il che ha un impatto negativo sull’economia e quindi sulla valuta. Un altro fattore che muove il NZD sono i prezzi del latte, poiché l’industria lattiero-casearia è la principale esportazione della Nuova Zelanda. I prezzi elevati del latte aumentano le entrate delle esportazioni e contribuiscono positivamente all’economia e quindi al NZD.

La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) mira a raggiungere e mantenere un tasso di inflazione compreso tra l’1% e il 3% nel medio termine, con l’obiettivo di mantenerlo vicino al punto medio del 2%. A tale scopo la banca fissa un livello di tasso di interesse adeguato. Se l’inflazione è troppo alta, la RBNZ aumenterà i tassi di interesse per raffreddare l’economia, ma questa mossa aumenterà anche i rendimenti obbligazionari, aumentando l’attrattiva per gli investitori ad investire nel paese e stimolando così il NZD. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il NZD. Anche il cosiddetto differenziale del tasso di interesse, o il modo in cui i tassi di interesse della Nuova Zelanda si confrontano o dovrebbero confrontarsi con quelli della Federal Reserve statunitense, può svolgere un ruolo chiave nel movimento della coppia NZD/USD.

La pubblicazione di dati macroeconomici in Nuova Zelanda è fondamentale per valutare la situazione economica e può influire sulla valutazione del dollaro neozelandese (NZD). Un’economia forte basata su un’elevata crescita economica, una bassa disoccupazione e un’elevata fiducia è positiva per il NZD. L’elevata crescita economica attrae investimenti esteri e potrebbe incoraggiare la Reserve Bank of New Zealand ad aumentare i tassi di interesse se questa forza economica fosse accompagnata da un aumento dell’inflazione. D’altro canto, se i dati economici sono deboli, è probabile che il NZD perda valore.

Il dollaro neozelandese (NZD) tende a salire durante i periodi rischiosi o quando gli investitori ritengono che i rischi complessivi del mercato siano bassi e sono ottimisti riguardo alla crescita. Ciò tende a portare a prospettive più favorevoli per le materie prime e le cosiddette “valute legate alle materie prime” come il Kiwi. Al contrario, il NZD tende a indebolirsi durante i periodi di turbolenza del mercato o di incertezza economica poiché gli investitori tendono a vendere asset più rischiosi e a fuggire verso paradisi sicuri più stabili.

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