Venerdì, mentre scrivo, la coppia USD/JPY viene scambiata intorno a 159,50, in ribasso dello 0,14% sulla giornata e ponendo fine ad una serie di quattro giorni consecutivi di guadagni. La mossa avviene nel contesto di un calo del dollaro statunitense (USD) poiché il miglioramento del sentiment del mercato riduce la domanda di beni rifugio.

La prospettiva di un nuovo ciclo di colloqui tra gli Stati Uniti e l’Iran, con il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi che dovrebbe raggiungere il Pakistan venerdì, sta alimentando le speranze di allentamento della tensione. Questa dinamica sta sostenendo gli asset sensibili al rischio e pesando sul biglietto verde mentre l’indice del dollaro statunitense (DXY) scende verso 98,60.

In questo contesto, i commenti del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth illustrano la fragilità del cessate il fuoco. Ha avvertito che qualsiasi tentativo da parte dell’Iran di depositare ulteriori mine sarà visto come una violazione dell’accordo, sottolineando che il transito attraverso lo Stretto di Hormuz è attualmente in corso. Ha anche chiesto un maggiore impegno europeo per contribuire a proteggere questa via d’acqua strategica, che è una via chiave per il flusso energetico globale e la stabilità del mercato.

Da parte giapponese, lo yen giapponese (JPY) è determinato da fattori misti. Le speculazioni su un possibile intervento delle autorità giapponesi e i commenti del Ministero delle Finanze stanno dando un po’ di slancio alla valuta. Il ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha ribadito la sua volontà di agire contro i movimenti speculativi eccessivi e ha sottolineato uno stretto coordinamento con le controparti statunitensi.

Allo stesso tempo, le aspettative sulla politica monetaria rimangono caute. Si prevede che la Banca del Giappone (BoJ) manterrà il tasso di interesse di riferimento invariato allo 0,75% nella sua prossima riunione, ma lascia la porta aperta per futuri inasprimenti.

Secondo gli analisti di MUFG, un tono accomodante da parte della BoJ potrebbe riaccendere la pressione di vendita sullo yen giapponese e spingere il cambio USD/JPY sopra 160. Al contrario, una comunicazione più restrittiva potrebbe contribuire a stabilizzare la valuta giapponese poiché i mercati stanno già scontando un graduale inasprimento.

In questo contesto incerto, l’USD/JPY rimane intrappolato tra i cambiamenti nella propensione al rischio globale, le diverse aspettative di politica monetaria e il rischio di un intervento giapponese, mantenendo la coppia vicino ai livelli chiave a breve termine.

Prezzo in dollari USA oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate oggi. Il dollaro statunitense è stato il più forte rispetto al franco svizzero.

Dollaro statunitense euro Sterlina inglese Yen giapponese CAD AUD NZD CHF
Dollaro statunitense -0,23% -0,20% -0,13% -0,14% -0,13% -0,31% -0,05%
euro 0,23% 0,03% 0,00% 0,10% 0,10% -0,06% 0,19%
Sterlina inglese 0,20% -0,03% 0,00% 0,06% 0,08% -0,09% 0,16%
Yen giapponese 0,13% 0,00% 0,00% -0,02% -0,01% -0,19% 0,06%
CAD 0,14% -0,10% -0,06% 0,02% 0,00% -0,17% 0,08%
AUD 0,13% -0,10% -0,08% 0,01% 0,00% -0,17% 0,07%
NZD 0,31% 0,06% 0,09% 0,19% 0,17% 0,17% 0,26%
CHF 0,05% -0,19% -0,16% -0,06% -0,08% -0,07% -0,26%

La mappa termica mostra le variazioni percentuali tra le valute più importanti. La valuta di base viene selezionata dalla colonna di sinistra mentre la valuta di quotazione viene selezionata dalla riga superiore. Ad esempio, se selezioni il dollaro USA dalla colonna di sinistra e passi allo yen giapponese lungo la linea orizzontale, la variazione percentuale mostrata nel campo sarà USD (base)/JPY (tasso).

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