Lunedì la coppia USD/JPY viene scambiata in territorio positivo vicino a 152,05. La coppia sta riguadagnando terreno perduto dopo aver dovuto affrontare una certa pressione di vendita nella sessione precedente, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di aumentare le tariffe contro la Cina. Gli operatori terranno d’occhio la pubblicazione dei dati sulla bilancia commerciale cinese, prevista per lunedì.

La Cina ha avvertito gli Stati Uniti che reagirà se Trump non abbandonerà la minaccia di imporre dazi al 100% sulle importazioni cinesi, sollevando timori sull’impatto che la guerra commerciale avrà sull’economia statunitense. Questi commenti sono arrivati ​​dopo che Trump ha annunciato venerdì che avrebbe imposto nuove tariffe del 100% sulle esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti.

L’intensificarsi delle tensioni commerciali tra le due maggiori economie del mondo e il continuo lockdown da parte del governo negli Stati Uniti potrebbero pesare sul biglietto verde rispetto allo JPY nel breve termine. I trader seguiranno attentamente i segnali di quando il governo federale degli Stati Uniti riaprirà e rilascerà dati che influenzeranno la politica della Federal Reserve (Fed).

D’altro canto, i timori che la Banca del Giappone (BoJ) potrebbe non aumentare i tassi di interesse quest’anno dopo la vittoria a sorpresa di Sanae Takaichi alla guida del partito al governo potrebbero pesare sullo JPY e contribuire a limitare le perdite della coppia. La vittoria di Takaichi ha alimentato le speculazioni su una politica fiscale più espansiva.

Tuttavia, qualche intervento sui cambi non può essere escluso dopo che il Ministro delle Finanze giapponese Katsunobu Kato ha dichiarato venerdì che il governo giapponese è preoccupato per l’eccessiva volatilità del mercato dei cambi.

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo Yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma in particolare dalle politiche della Banca del Giappone, dalla differenza tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi, o dalla propensione al rischio tra i trader e da altri fattori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo valutario, quindi le sue azioni sono cruciali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati dei cambi, generalmente per abbassare il valore dello yen, anche se spesso si astiene dal farlo a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-espansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha portato a una svalutazione dello yen rispetto alle sue principali valute a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali. Più recentemente, il graduale allontanamento da questa politica estremamente accomodante ha dato un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la posizione della BoJ di mantenere una politica monetaria estremamente espansiva ha portato a una crescente divergenza politica con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento dello spread tra i titoli statunitensi e quelli giapponesi a 10 anni, favorendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente le politiche ultra-espansive, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, riduce questa differenza.

Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento sicuro. Ciò significa che durante i periodi di stress del mercato, gli investitori sono più propensi a investire i propri soldi nella valuta giapponese a causa della sua affidabilità e stabilità percepite. È probabile che tempi turbolenti rafforzino il valore dello yen rispetto ad altre valute considerate più rischiose.

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