Lunedì il dollaro australiano (AUD) si sta stabilizzando rispetto al dollaro statunitense (USD), con la coppia AUD/USD che è tornata sopra 0,6500 dopo essere scesa al livello più basso dal 27 agosto, intorno a 0,6472, venerdì. Il rimbalzo arriva mentre la propensione al rischio migliora leggermente dopo che Washington ha cambiato la sua retorica durante il fine settimana, allentando le preoccupazioni su una rinnovata escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Al momento in cui scriviamo, l’AUD/USD si muove lateralmente intorno a 0,6516, in rialzo di quasi lo 0,65% nel corso della giornata, poiché la coppia rimane estremamente sensibile agli sviluppi nelle relazioni USA-Cina a causa degli stretti legami commerciali dell’Australia con la Cina. La retorica più morbida da parte di Washington sta fornendo sollievo al dollaro australiano, aiutandolo a stabilizzarsi e a riprendersi dalla svendita della scorsa settimana, nonostante un dollaro più solido.
Nella tarda serata di venerdì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente aumentato le tensioni commerciali con la Cina, annunciando l’intenzione di imporre tariffe del 100% su tutte le importazioni cinesi a partire dal 1° novembre, a seguito delle notizie secondo cui Pechino voleva limitare le esportazioni di terre rare. L’annuncio ha scosso i mercati globali e ha fatto crollare drasticamente gli asset rischiosi. Nel fine settimana, però, Trump ha adottato un tono più morbido, postando su Truth Social: “Non preoccupatevi per la Cina, andrà tutto bene!” e che gli Stati Uniti cercano di “aiutare la Cina, non di danneggiarla”.
In precedenza, il segretario al Tesoro americano Scott Bessent aveva dichiarato lunedì che il proposto aumento tariffario del 100% “non è necessario che avvenga” se Pechino adotta misure per allentare le tensioni, segnalando che questa settimana sono in corso colloqui a livello lavorativo tra funzionari statunitensi e cinesi. Le speranze di una ripresa dei negoziati hanno contribuito a calmare i mercati dopo le turbolenze della scorsa settimana. Tuttavia, il sentiment rimane fragile poiché gli investitori rimangono diffidenti nei confronti dell’approccio irregolare del presidente Trump alla politica commerciale e del suo frequente utilizzo di minacce tariffarie come tattica negoziale.
Guardando al futuro, gli operatori terranno d’occhio i verbali della riunione della Reserve Bank of Australia (RBA) prevista per martedì per le nuove indicazioni sulla politica monetaria. La banca centrale ha lasciato invariato il tasso di interesse di riferimento al 3,60% a settembre, sottolineando che il calo dell’inflazione di fondo è rallentato e che il mantenimento dell’attuale orientamento di politica monetaria consente più tempo per valutare l’impatto dei precedenti tagli dei tassi sulla domanda e sulle pressioni sui prezzi.
Negli Stati Uniti, l’attenzione rimane focalizzata sul blocco dei finanziamenti da parte del governo, senza alcun segno di svolta da parte del Congresso, dato che il blocco dei finanziamenti è giunto al suo 13° giorno. Dato il debole calendario economico, l’attenzione si concentra sui commenti di martedì del presidente della Federal Reserve Jerome Powell. Il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), originariamente previsto per mercoledì, è stato posticipato al 24 ottobre a causa della chiusura, mentre è previsto che molti altri funzionari della Fed parlino più avanti nella settimana.
Indicatore economico
Verbali della riunione della RBA
I protocolli del Banca della Riserva dell’Australia Le riunioni saranno pubblicate due settimane dopo la decisione sul tasso di interesse. I verbali danno un resoconto completo della discussione politica, compresi i disaccordi. Registrano anche i voti dei singoli membri del comitato. In generale, se il RBA Se qualcuno è aggressivo sulle prospettive di inflazione per l’economia, i mercati vedono una maggiore probabilità di un aumento dei tassi e questo è positivo per l’AUD.
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