Mercoledì il dollaro neozelandese (NZD) rimane difensivo nei confronti del dollaro statunitense (USD), estendendo la sua serie di perdite alla settima sessione consecutiva mentre gli investitori continuano a punire il Kiwi nonostante un biglietto verde generalmente più debole. Le vendite in corso riflettono le crescenti preoccupazioni sulle fragili prospettive economiche della Nuova Zelanda in seguito al taglio aggressivo dei tassi della Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) la scorsa settimana e alle crescenti aspettative di un ulteriore allentamento monetario.
Al momento in cui scrivo, il tasso NZD/USD è scambiato intorno a 0,5716, oscillando vicino al minimo di sei mesi mentre la valuta fatica a guadagnare terreno in mezzo ai crescenti venti contrari interni e al continuo slancio ribassista. L’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura la performance del biglietto verde rispetto a un paniere di sei principali valute, è scambiato intorno a 98,76, in ribasso dello 0,30% nel corso della giornata.
Altrove, la crescente incertezza globale e l’escalation delle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina stanno ulteriormente pesando sulla performance del Kiwi. L’economia della Nuova Zelanda è strettamente legata alla Cina, che rappresenta quasi il 30% delle sue esportazioni totali, rendendo il paese particolarmente sensibile ai cambiamenti della domanda cinese.
Da un punto di vista tecnico, la coppia NZD/USD continua ad essere in una chiara tendenza al ribasso, caratterizzata da una serie di massimi e minimi decrescenti. Allo stesso tempo, la coppia sembra formare un modello a cuneo discendente, che è tipicamente visto come un segno di esaurimento ribassista e un potenziale presagio di un’inversione rialzista.
Il prezzo attualmente si aggira vicino al limite inferiore del cuneo, che funge da supporto immediato attorno al minimo del giorno precedente a 0,5682. Una rottura decisiva al di sotto di quest’area potrebbe aprire la porta a un ulteriore ribasso verso il minimo del 10 aprile a 0,5628 e al di sotto del minimo dell’anno a 0,5484.
Sul lato positivo, la resistenza iniziale è vista vicino a 0,5750, un precedente livello di supporto che ora si è trasformato in resistenza e coincide con il limite superiore del cuneo discendente. Un movimento prolungato al di sopra di questa zona potrebbe segnalare l’inizio di una ripresa correttiva, con ulteriori obiettivi al rialzo alla SMA a 21 giorni (media mobile semplice) intorno a 0,5800 e alla SMA a 50 giorni intorno a 0,5865.
Domande frequenti sul dollaro neozelandese
Il dollaro neozelandese (NZD), noto anche come Kiwi, è una valuta di scambio ben nota tra gli investitori. Il suo valore è in gran parte determinato dalla salute dell’economia neozelandese e dalle politiche della banca centrale del paese. Tuttavia, ci sono alcune caratteristiche uniche che possono anche causare uno spostamento del NZD. La performance dell’economia cinese tende a spostare il Kiwi poiché la Cina è il principale partner commerciale della Nuova Zelanda. Le cattive notizie per l’economia cinese probabilmente significheranno meno esportazioni dalla Nuova Zelanda verso il paese, il che ha un impatto negativo sull’economia e quindi sulla valuta. Un altro fattore che muove il NZD sono i prezzi del latte, poiché l’industria lattiero-casearia è la principale esportazione della Nuova Zelanda. I prezzi elevati del latte aumentano le entrate delle esportazioni e contribuiscono positivamente all’economia e quindi al NZD.
La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) mira a raggiungere e mantenere un tasso di inflazione compreso tra l’1% e il 3% nel medio termine, con l’obiettivo di mantenerlo vicino al punto medio del 2%. A tale scopo la banca fissa un livello di tasso di interesse adeguato. Se l’inflazione è troppo alta, la RBNZ aumenterà i tassi di interesse per raffreddare l’economia, ma questa mossa aumenterà anche i rendimenti obbligazionari, aumentando l’attrattiva per gli investitori ad investire nel paese e stimolando così il NZD. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il NZD. Anche il cosiddetto differenziale del tasso di interesse, o il modo in cui i tassi di interesse della Nuova Zelanda si confrontano o dovrebbero confrontarsi con quelli della Federal Reserve statunitense, può svolgere un ruolo chiave nel movimento della coppia NZD/USD.
La pubblicazione di dati macroeconomici in Nuova Zelanda è fondamentale per valutare la situazione economica e può influire sulla valutazione del dollaro neozelandese (NZD). Un’economia forte basata su un’elevata crescita economica, una bassa disoccupazione e un’elevata fiducia è positiva per il NZD. L’elevata crescita economica attrae investimenti esteri e potrebbe incoraggiare la Reserve Bank of New Zealand ad aumentare i tassi di interesse se questa forza economica fosse accompagnata da un aumento dell’inflazione. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che il NZD perda valore.
Il dollaro neozelandese (NZD) tende a salire durante i periodi rischiosi o quando gli investitori ritengono che i rischi complessivi del mercato siano bassi e sono ottimisti riguardo alla crescita. Ciò tende a portare a prospettive più favorevoli per le materie prime e le cosiddette “valute legate alle materie prime” come il Kiwi. Al contrario, il NZD tende a indebolirsi durante i periodi di turbolenza del mercato o di incertezza economica poiché gli investitori tendono a vendere asset più rischiosi e a fuggire verso paradisi sicuri più stabili.















