Giovedì l’euro (EUR) ha guadagnato rispetto al franco svizzero (CHF), con il cambio EUR/CHF che ha interrotto una serie di quattro giorni di perdite dopo essere sceso brevemente al livello più basso dal 17 aprile all’inizio della giornata. Al momento in cui scriviamo, il cross trade è intorno a 0,9290 e rimane stabile mentre gli acquirenti lottano per estendere i loro profitti oltre la barriera psicologica di 0,9300.
La ripresa della moneta unica arriva mentre le tensioni politiche in Francia si allentano dopo che il primo ministro Sébastien Lecornu è sopravvissuto a due voti di sfiducia in parlamento. Il risultato ha scongiurato la minaccia immediata di un collasso del governo, dando ai mercati un breve senso di sollievo. La sopravvivenza di Lecornu è stata assicurata dopo che ha promesso di sospendere la controversa riforma pensionistica del presidente Emmanuel Macron fino a dopo le elezioni del 2027.
Nel frattempo la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) svizzera ha pubblicato le sue previsioni economiche per ottobre e ha dipinto un quadro più cauto dell’economia svizzera. La SECO ha mantenuto le previsioni di crescita del PIL per il 2025 all’1,3%, ma ha tagliato le previsioni per il 2026 dall’1,2% allo 0,9%, citando l’impatto negativo dei dazi statunitensi e del rafforzamento del franco svizzero sulle esportazioni.
Il rapporto rileva che la tariffa del 39% sulle merci svizzere che entrano negli Stati Uniti da agosto ha influenzato significativamente la competitività delle esportazioni, in particolare nei settori industriale e ingegneristico. La SECO ha aggiunto che “si prevede che la continua incertezza e la debole domanda globale rallenteranno la crescita fino al 2026”.
Si prevede che l’inflazione rimarrà contenuta allo 0,2% nel 2025 e allo 0,5% nel 2026, rafforzando le aspettative che la Banca nazionale svizzera (BNS) manterrà un atteggiamento cauto sulla politica monetaria.
L’EUR/CHF rimane sotto pressione ma mostra segnali di stabilizzazione a breve termine dopo aver recuperato da un minimo intraday vicino a 0,9261. La coppia deve affrontare una resistenza iniziale a 0,9300 e solo una rottura decisiva al di sopra di questo livello sposterebbe la struttura a breve termine più in alto e aprirebbe la strada alla SMA a 21 giorni (media mobile semplice) a 0,9326 e alla SMA a 50 giorni intorno a 0,9354. Si prevede che questi livelli limiteranno eventuali tentativi immediati di rialzo, a meno che la forza più ampia dell’euro non dia slancio.
D’altro canto, il supporto immediato si trova a 0,9261, seguito da 0,9223, che segna il minimo di quest’anno fissato l’11 aprile. Una rottura decisiva al di sotto di 0,9260 esporrebbe questo minimo chiave e potenzialmente estenderebbe lo slancio ribassista verso il livello di 0,9200. Il Relative Strength Index (RSI) è vicino a 40, suggerendo che lo slancio rimane debole ma non ancora ipervenduto.














