Il vicegovernatore della Banca del Giappone (BoJ), Shinichi Uchida, ha dichiarato venerdì che l’economia giapponese si sta riprendendo moderatamente, anche se con alcuni segnali deboli. Uchida ha aggiunto che la banca centrale aumenterà ulteriormente il tasso di interesse se le prospettive economiche saranno soddisfatte.

Citazioni importanti

L’economia giapponese si sta riprendendo moderatamente.
L’indagine Tankan ha rilevato che il sentiment imprenditoriale di alcuni produttori sta diventando positivo.
Ciò avviene quando l’incertezza sulle prospettive delle tariffe statunitensi si attenua.
Si prevede che l’economia acquisirà slancio dopo l’allentamento delle tariffe
Nel complesso, il sentiment delle imprese appare solido.
Si prevede che l’inflazione di fondo rimanga stagnante per qualche tempo prima di accelerare nuovamente gradualmente.
L’incertezza riguardo agli sviluppi economici all’estero rimane elevata.
Per aumentare ulteriormente i tassi di interesse man mano che l’economia si sviluppa, i prezzi si muovono in linea con le nostre previsioni.

Reazione del mercato

Al momento della stesura di questo articolo, la coppia USD/JPY è scesa dello 0,33% nel corso della giornata ed è scambiata a 149,95.

Domande frequenti sulla Banca del Giappone

La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese che stabilisce la politica monetaria del paese. La sua missione è emettere banconote ed effettuare controlli monetari e monetari per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione di circa il 2%.

La Banca del Giappone ha introdotto una politica monetaria estremamente espansiva nel 2013 per stimolare l’economia e aumentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero sulla stampa di banconote per acquistare attività come obbligazioni governative o societarie per fornire liquidità. Nel 2016, la banca ha raddoppiato la sua strategia e allentato ulteriormente le sue politiche, introducendo prima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni. Nel marzo 2024, la BoJ ha alzato i tassi di interesse, invertendo di fatto la sua politica monetaria estremamente accomodante.

Le massicce misure di stimolo della banca hanno portato ad una svalutazione dello yen rispetto ai suoi principali partner valutari. Questo processo si è intensificato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per combattere decenni di inflazione. Le politiche della BoJ hanno portato ad un ampliamento del differenziale con le altre valute e hanno depresso il valore dello yen. Questa tendenza è stata parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la sua posizione politica ultra-espansiva.

L’indebolimento dello yen e l’aumento dei prezzi globali dell’energia hanno portato ad un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. A questo movimento ha contribuito anche la prospettiva di un aumento dei salari nel paese, un fattore chiave per l’inflazione.

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