Lo yen giapponese (JPY) si sta riprendendo leggermente dal minimo di oltre due settimane registrato durante la sessione asiatica di lunedì contro la sua controparte americana in seguito alla pubblicazione di dati nazionali più forti. In effetti, l’inflazione nel settore dei servizi giapponese è aumentata per il secondo mese consecutivo a settembre, rafforzando l’opinione della Banca del Giappone (BoJ) secondo cui l’aumento del costo del lavoro aiuterà a mantenere l’inflazione vicino al suo obiettivo del 2%. I dati lasciano la porta aperta a graduali aumenti dei tassi e si stanno rivelando un fattore chiave per dare una leggera spinta allo JPY.
Nel frattempo, si prevede che il nuovo primo ministro giapponese Sanae Takaichi perseguirà una politica di spesa espansiva e resisterà a un inasprimento prematuro. Ciò, unito all’incertezza economica negli Stati Uniti, ha smorzato le speranze di un immediato rialzo dei tassi da parte della BoJ e potrebbe dissuadere i rialzisti dello JPY dal piazzare scommesse aggressive. Gli investitori potrebbero anche scegliere di mantenere una certa distanza in vista del cruciale incontro di due giorni della BoJ di questa settimana. Inoltre, la decisione della Federal Reserve (Fed) di mercoledì avrà un impatto a breve termine sul dollaro statunitense (USD) e sulla coppia USD/JPY.
Lo yen giapponese fatica ad attrarre acquirenti anche se la BoJ restringe le sue scommesse su un rialzo dei tassi
- I dati diffusi lunedì hanno mostrato che l’indice dei prezzi alla produzione dei servizi in Giappone è aumentato per il secondo mese consecutivo a settembre, accelerando al 3,0% da un aumento del 2,7% ad agosto. Con l’inflazione al consumo in Giappone che è rimasta al di sopra dell’obiettivo del 2% della Banca del Giappone per più di tre anni, gli ultimi dati suggeriscono un ulteriore inasprimento monetario da parte della banca centrale, dando allo yen giapponese una leggera spinta.
- Il nuovo primo ministro giapponese Sanae Takaichi, una colomba fiscale e monetaria, è visto come il successore delle politiche economiche dell’ex primo ministro Shinzo Abe ed è noto per la sua posizione di stimolo. Ciò sta alimentando le preoccupazioni sulla posizione fiscale del Giappone e offuscando le prospettive di un ulteriore inasprimento della politica della BoJ, che a sua volta potrebbe dissuadere i rialzisti dello JPY dal piazzare scommesse aggressive e frenare ulteriori guadagni.
- Venerdì il Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti ha riferito che l’indice principale dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,3% a settembre, traducendosi in un tasso di inflazione annuo del 3%. Escludendo alimentari ed energia, l’indicatore ha mostrato un aumento mensile dello 0,2% e un tasso annuo del 3%. La lettura è stata inferiore alle stime di consenso, confermando le scommesse del mercato secondo cui la Federal Reserve taglierà i tassi di interesse entro questa settimana.
- Gli operatori stanno anche scontando una maggiore possibilità di un altro taglio dei tassi alla riunione politica del FOMC di dicembre, che a sua volta non aiuta il dollaro USA a beneficiare del buon rimbalzo di venerdì dai minimi di una settimana. Inoltre, le diverse aspettative politiche della BoJ e della Fed potrebbero fornire un certo supporto allo JPY con rendimenti più bassi e limitare il rialzo per la coppia USD/JPY in vista degli eventi chiave della banca centrale di questa settimana.
- Si prevede che la Federal Reserve annuncerà la sua decisione mercoledì al termine di una riunione di politica monetaria di due giorni, seguita giovedì dall’aggiornamento della politica della BoJ. Le prospettive giocheranno un ruolo chiave nel determinare la prossima tappa del movimento direzionale per la coppia USD/JPY.
- Per quanto riguarda le questioni legate al commercio, i leader aziendali cinesi e statunitensi hanno concordato domenica il quadro di un possibile accordo commerciale che sarà discusso quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping si incontreranno più tardi questa settimana. Ciò aiuta ad alleviare le preoccupazioni su una guerra commerciale su vasta scala tra le due maggiori economie del mondo, che potrebbe minare lo status di rifugio sicuro dello JPY.
USD/JPY potrebbe salire ulteriormente una volta superato l’ostacolo 153,25-153,30
Da un punto di vista tecnico, alcuni acquisti successivi al di sopra dell’area 153,25-153,30, ovvero il livello più alto da febbraio raggiunto all’inizio di questo mese, sono visti come un nuovo fattore scatenante per i rialzisti dell’USD/JPY. Dato che gli oscillatori sul grafico giornaliero hanno guadagnato terreno e non sono ancora in territorio di ipercomprato, i prezzi spot potrebbero quindi mirare a riconquistare il livello rotondo di 154,00. Lo slancio potrebbe estendersi ulteriormente verso il prossimo ostacolo rilevante vicino al punto medio di 154,00, in rotta verso la regione 154,75-154,80 e il livello psicologico di 155,00.
D’altro canto, il minimo della sessione asiatica intorno alla zona 152,65 potrebbe fungere da supporto immediato al di sotto del quale la coppia USD/JPY potrebbe scivolare al supporto provvisorio di 152,25 in rotta verso il livello di 152,00. Una rottura convincente al di sotto di quest’ultimo potrebbe negare le prospettive positive e portare a vendite tecniche, aprendo la strada a perdite più profonde verso il supporto 151,10-151,00.
Indicatore economico
Indice dei prezzi dei servizi alle imprese (su base annua)
Il Corporate Service Price Index (CSPI) pubblicato dal. Banca del Giappone misura i prezzi dei servizi scambiati tra le imprese. Rappresenta l’andamento dei prezzi che riflette in modo più sensibile le condizioni della domanda e dell’offerta nel mercato dei servizi. È anche considerato un indicatore delle pressioni inflazionistiche. In genere, un valore alto è considerato positivo (o rialzista) per lo JPY, mentre un valore basso è considerato negativo (o ribassista).
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Ultima pubblicazione:
Domenica 26 ottobre 2025, 23:50
Frequenza:
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Fonte:
Banca del Giappone














