Lunedì lo yen giapponese (JPY) vacilla rispetto al dollaro statunitense (USD) in un contesto di volatilità contenuta, poiché i mercati giapponesi sono chiusi per ferie. Al momento in cui scriviamo, il cambio USD/JPY è rimasto poco cambiato a 154,18 e si aggira vicino al suo massimo di otto mesi e mezzo mentre i trader digeriscono gli ultimi dati sulla produzione statunitense.

Il recente rally del biglietto verde ha perso slancio dopo che l’Institute for Supply Management (ISM) ha riferito che l’attività industriale statunitense è diminuita per l’ottavo mese consecutivo in ottobre. Il PMI manifatturiero è sceso a 48,7, al di sotto delle aspettative di 49,5, indicando la continua debolezza della produzione e dei nuovi ordini. I sottoindici hanno mostrato un calo della produzione a 48,2 e un leggero aumento dell’occupazione a 46, mentre i prezzi pagati sono scesi a 58.

Un rapporto separato di S&P Global ha offerto un quadro leggermente migliore, con l’indice finale dei responsabili degli acquisti manifatturieri statunitensi in miglioramento a 52,5 in ottobre da 52 in settembre.

Secondo i dati, l’indice del dollaro statunitense (DXY), che traccia il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di sei principali valute, è in tendenza al ribasso e viene scambiato intorno a 99,83, cancellando i guadagni iniziali dopo aver toccato brevemente 99,99 all’inizio della giornata.

Nonostante il leggero calo, il biglietto verde rimane in gran parte sostenuto dall’atteggiamento aggressivo della Federal Reserve (Fed) dopo il taglio del tasso di interesse di 25 punti base della scorsa settimana. Gli operatori hanno ridimensionato le aspettative di un ulteriore allentamento, con lo strumento FedWatch del CME che stima la probabilità di un taglio dei tassi a dicembre a circa il 65%, in netto calo rispetto al 94% della settimana precedente.

In Giappone, la scorsa settimana, per il quinto giorno consecutivo, la Banca del Giappone (BoJ) ha lasciato i tassi di interesse invariati allo 0,50%. Il governatore Kazuo Ueda ha ribadito che la banca centrale ha bisogno di vedere prove più chiare di una crescita salariale sostenuta prima di prendere in considerazione ulteriori aggiustamenti politici, aggiungendo che la BoJ vuole “aspettare ancora un po’ per vedere come l’impatto delle tariffe statunitensi si rifletterà sull’economia giapponese”.

Guardando al futuro, i trader si concentreranno sui dati del settore privato come guida a breve termine, poiché l’attuale chiusura del governo negli Stati Uniti continua a ritardare i principali rilasci ufficiali. Le aperture di lavoro JOLTS di martedì e la variazione occupazionale ADP di mercoledì fungeranno da importanti indicatori delle condizioni del mercato del lavoro.

In Giappone, il PMI manifatturiero di ottobre della Jibun Bank previsto per martedì fornirà informazioni sull’attività delle fabbriche, seguito dai verbali della riunione politica della Banca del Giappone (BoJ) di mercoledì.

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