Mercoledì i membri del consiglio della Banca del Giappone (BoJ) hanno espresso le loro opinioni sulle prospettive della politica monetaria, secondo i verbali della BoJ della riunione di settembre.

Citazioni importanti

I membri hanno convenuto che esiste una grande incertezza riguardo agli sviluppi della politica commerciale e al loro impatto sull’economia.

Alcuni membri hanno mantenuto l’attuale politica monetaria per esaminare l’impatto della politica commerciale sulle economie e sui prezzi nazionali ed esteri.

Un membro ha affermato che la Banca del Giappone dovrebbe sostenere l’economia con la politica monetaria, che probabilmente subirà un temporaneo stallo a causa dell’impatto delle tariffe statunitensi.

Un membro ha affermato che non sarà troppo tardi per esaminare un po’ più a fondo i dati concreti mentre la normalizzazione delle tariffe continua

Un altro membro ha affermato che le condizioni per un rialzo dei tassi si stanno gradualmente creando, ma che si dovrebbe evitare di sorprendere i mercati con aumenti dei tassi adesso.

Un altro membro ha affermato che potrebbe essere un buon momento per riprendere i rialzi dei tassi poiché è passato più di sei mesi dall’ultimo rialzo, ma per ora potrebbe rimanere così a causa della mancanza di chiarezza sulla portata del rallentamento negli Stati Uniti.

Un membro ha affermato che è importante prevedere con una certa certezza, sulla base degli utili aziendali e delle informazioni anticipate sulle trattative salariali, che la tendenza all’aumento dei salari osservata negli ultimi anni non sarà interrotta.

Un membro ha suggerito che la BOJ dovrebbe adeguare i livelli dei tassi di interesse a un ritmo prestabilito. D’ora in poi sarà disponibile un’ampia gamma di informazioni, compresi gli utili del primo semestre della società e le sue prospettive complete.

Un membro ha affermato che aspettare un rialzo dei tassi potrebbe aumentare la visibilità delle prospettive economiche degli Stati Uniti, ma il costo per farlo aumenterebbe gradualmente.

Pochi membri valutano i costi e i benefici dell’attesa; La BOJ deve tenere conto della lunga storia di deflazione del Giappone.

Un membro ha affermato che è opportuno mantenere condizioni monetarie accomodanti il ​​più a lungo possibile se ancorare le aspettative di inflazione non fosse sufficiente.

Alcuni membri hanno osservato che i profitti degli esportatori fornirebbero un cuscinetto contro l’impatto delle tariffe statunitensi che sono arrivate con lo yen debole negli ultimi anni.

Un membro ha affermato che l’impatto dei dazi statunitensi è stato inferiore al previsto ed è improbabile che possa far deragliare l’economia giapponese.

Reazione del mercato ai verbali della BoJ

Al momento in cui scriviamo, il tasso USD/JPY è in ribasso dello 0,43% a 153,53.

Domande frequenti sulla Banca del Giappone

La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese che stabilisce la politica monetaria del paese. La sua missione è emettere banconote ed effettuare controlli monetari e monetari per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione di circa il 2%.

La Banca del Giappone ha introdotto una politica monetaria estremamente espansiva nel 2013 per stimolare l’economia e aumentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero sulla stampa di banconote per acquistare attività come obbligazioni governative o societarie per fornire liquidità. Nel 2016, la banca ha raddoppiato la sua strategia e allentato ulteriormente le sue politiche, introducendo prima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni. Nel marzo 2024, la BoJ ha alzato i tassi di interesse, invertendo di fatto la sua politica monetaria estremamente accomodante.

Le massicce misure di stimolo della banca hanno portato ad una svalutazione dello yen rispetto ai suoi principali partner valutari. Questo processo si è intensificato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per combattere decenni di inflazione. Le politiche della BoJ hanno portato ad un ampliamento del differenziale con le altre valute e hanno depresso il valore dello yen. Questa tendenza è stata parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la sua posizione politica ultra-espansiva.

L’indebolimento dello yen e l’aumento dei prezzi globali dell’energia hanno portato ad un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. A questo movimento ha contribuito anche la prospettiva di un aumento dei salari nel paese, un fattore chiave per l’inflazione.

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