“Bauba” è una parola tonda per te? Che ne dici di “sapere”? Nessuna delle due è vere e proprie parole, ma sappiamo da decenni che le persone che le ascoltano tendono ad associarle a oggetti rotondi. Sono state avanzate molte idee sul perché questo sarebbe il caso, e la maggior parte di esse si è rivelata sbagliata. Ora, forse la prova più strana fino ad oggi, i ricercatori hanno scoperto che anche i nuovi pulcini sembrano associare “baba” a forme rotonde.

La prima scoperta risale al 1947, quando qualcuno scoprì che le persone associavano alcune parole a forme circolari e altre a punte. Negli anni successivi tale associazione venne formalizzata come effetto Bauba/Kiki, ricevette molta attenzione sperimentale e si concluse con Una voce estesa su Wikipedia.

Una delle prime idee per spiegare questo era la somiglianza con le parole reali (sia foneticamente che attraverso le lettere usate per scriverle), ma poi studi con parlanti di lingue e alfabeti diversi hanno dimostrato che probabilmente si trattava di una tendenza umana generale. L’associazione è stata osservata anche nei bambini di 4 mesi, prima che potessero imparare a parlare o a scrivere. I tentativi di trovare effetti bauba/kiki in altri primati, tuttavia, si sono rivelati vani. Ciò ha portato ad alcune ipotesi secondo cui ciò potrebbe essere la prova di una capacità di elaborazione strettamente umana che è alla base della nostra capacità di apprendere linguaggi sofisticati.

Un team di ricercatrici italiane, composto da Maria Loconsol, Silvia Benavides-Varella e Lucia Regolin, ha ora le prove che anche questo non è vero. Hanno deciso di cercare l’effetto bauba/kiki oltre i primati, rivolgendosi invece solo ai nuovi pulcini di uno o tre giorni. Può sembrare un po’ strano, ma i polli hanno un vantaggio chiave oltre alla pronta disponibilità: a differenza di un essere umano di 4 mesi, i neonati sono completamente mobili e in grado di interagire con il mondo.

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