Milano, 27 agosto 2025 – Massimo Moratti, storico ex presidente dell’Inter, è ricoverato da ieri mattina in terapia intensiva all’ospedale Humanitas di Rozzano. Colpito da una polmonite che ha causato gravi difficoltà respiratorie, l’ottantenne dirigente nerazzurro è stato intubato dai medici. La situazione è definita “seria”, ma stabile.
Highlights
Proprio come una squadra chiamata a difendere sotto pressione, Moratti sta affrontando una sfida durissima, che nulla ha a che fare con i campi da calcio ma che richiama alla memoria le battaglie sportive della sua Inter.
Dalla mattinata di ieri, appena trapelata la notizia del ricovero, il mondo nerazzurro si è stretto attorno alla figura del suo ex patron. Sui social è immediatamente comparso un hashtag di sostegno: #ForzaPresidente, diventato in poche ore virale. Messaggi da tifosi, ex giocatori e dirigenti si sono moltiplicati, a dimostrazione di quanto l’imprenditore resti un punto di riferimento indelebile nella storia dell’Inter.
Key Moments
La carriera da presidente di Massimo Moratti è iniziata nel 1995, quando rilevò l’Inter da Ernesto Pellegrini. Da allora, per quasi due decenni, ha intrecciato la sua vita con quella del club, portandolo a trionfi storici ma anche affrontando momenti difficili.
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1998: la Coppa Uefa vinta a Parigi contro la Lazio, il primo trofeo dell’era Moratti.
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2006: gli scudetti consecutivi che hanno restituito centralità all’Inter dopo Calciopoli.
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2010: il capolavoro assoluto, il Triplete con Mourinho, con la Champions League conquistata al Bernabeu contro il Bayern Monaco.
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2013: la cessione del club a Erick Thohir, ma senza mai spezzare il filo con l’interismo.
Questi sono stati i veri “turning points” della sua presidenza, i momenti in cui la squadra ha saputo ribaltare destini apparentemente scritti, proprio come oggi Moratti è chiamato a fare nella sua battaglia personale.
Reazioni
La notizia del ricovero ha scosso non solo i tifosi dell’Inter ma l’intero mondo del calcio italiano. Da Madrid, José Mourinho ha inviato un messaggio di vicinanza:
“Massimo è stato il presidente che mi ha dato fiducia nel progetto più importante della mia carriera. Gli mando un abbraccio enorme: il combattente che conosco vincerà anche questa partita.”
Anche Javier Zanetti, oggi vicepresidente dell’Inter, ha espresso il suo affetto:
“Il presidente è la nostra storia, il nostro cuore. Tutta la famiglia nerazzurra è con lui. Abbiamo vinto insieme, ora tifiamo per lui.”
Dal mondo politico e imprenditoriale sono arrivate dichiarazioni di stima e incoraggiamento, a conferma del ruolo che Moratti ha avuto ben oltre lo sport, come simbolo di passione e generosità.
Analisi tattica della sua “partita”
Se volessimo raccontare questa situazione con il linguaggio del calcio, Moratti oggi è come una squadra schiacciata in difesa, costretta a resistere all’assalto di un avversario temibile. L’“intubazione” è il momento in cui il mister decide di rinforzare la retroguardia, proteggere la porta e guadagnare tempo.
Le “statistiche” della sua vita raccontano un presidente che ha investito cuore e risorse senza risparmiarsi: oltre 1,5 miliardi di euro spesi in acquisti, con campioni come Ronaldo, Vieri, Ibrahimovic e infine Eto’o, Milito e Sneijder a comporre la squadra del Triplete.
I “gol decisivi” della sua Inter restano scolpiti nella memoria: la doppietta di Milito al Bernabeu, le magie di Ronaldo negli anni ’90, le parate di Julio Cesar. Tutto questo oggi torna come energia simbolica, alimentando la speranza dei tifosi che Moratti possa resistere e vincere anche la sua sfida personale.
Conclusione
Massimo Moratti, uomo che ha segnato in modo indelebile la storia dell’Inter, combatte la partita più difficile della sua vita. Intorno a lui si è creato un muro umano di affetto, capace di unire generazioni di tifosi e di campioni.
Come quella notte di Madrid nel 2010, quando sembrava impossibile battere il Bayern e invece l’Inter sollevò la Champions, i tifosi sanno che anche questa volta il loro presidente non mollerà facilmente. Perché, come ha scritto un fan su X:
“Moratti è l’Inter, e l’Inter non si arrende mai.”