domenica 28 dicembre 2025 – 18:48 WIB
VIVA – La visita del presidente francese Emmanuel Macron in Cina il 5 dicembre 2025, inizialmente concepita come un’opportunità per rafforzare la diplomazia bilaterale, in realtà ha provocato un aumento delle tensioni tra Parigi e Pechino.
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Si ritiene che una serie di eventi che vanno dagli scontri tra guardie del corpo, al gesto spontaneo di Macron nei confronti degli studenti, alle minacce tariffarie provenienti dall’Europa abbiano messo in imbarazzo la leadership del presidente Xi Jinping e rivelato la fragile immagine del controllo politico della Cina agli occhi del mondo.
L’evento più sorprendente ha avuto luogo durante la visita di Macron all’Università del Sichuan. Contrariamente al protocollo ufficiale, il presidente francese si è improvvisamente scontrato con la folla di studenti, si è stretto la mano, si è abbracciato e si è scattato dei selfie.
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Questa azione ha scatenato il panico nelle forze di sicurezza cinesi, che hanno subito cercato di limitare le interazioni, provocando anche tensioni fisiche con le guardie francesi. Il filmato dell’incidente si è diffuso rapidamente ed è diventato virale sui social media internazionali.
Gli osservatori hanno evidenziato questo momento come un netto contrasto tra la cultura politica democratica occidentale, che abbraccia la spontaneità, e il sistema di governo cinese, che enfatizza lo stretto controllo sui leader e sulla sfera pubblica. Questo incidente danneggia anche l’immagine di Xi Jinping come leader intoccabile e distante, al di sopra della gente comune e che appare solo nella narrativa ufficiale dello Stato.
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Il comportamento di Macron è stato interpretato come una sfida deliberata alla cultura politica cinese, dove i leader sono ritratti come figure divinizzate visibili solo attraverso i media statali.
Le sue scuse per non aver indossato la cravatta durante il suo discorso sono state un gesto sottile ma potente che ha segnalato umiltà e umanità, qualità raramente associate alla leadership cinese.
Macron ha sorpreso ancora una volta i suoi ospiti nel suo discorso al campus. Ha criticato apertamente le tendenze isolazioniste della Cina e l’approccio di Pechino al controllo tecnologico globale. Macron ha chiesto una cooperazione più aperta e ha avvertito che un’eccessiva indipendenza tecnologica non porterà la Cina a una competitività globale sostenibile.
Questa affermazione è diventata ancora più significativa quando il fondatore di Huawei Ren Zhengfei ha ammesso pochi giorni dopo che l’industria tecnologica cinese dipendeva ancora da componenti e tecnologia americana. Ma gli analisti differiscono sul fatto se la confessione rifletta una valutazione onesta o semplicemente una strategia di comunicazione per alleviare la pressione internazionale.
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Le tensioni sono diventate ancora più evidenti dopo il ritorno di Macron in Europa. Ha avvertito da Parigi che l’Unione Europea sta valutando la possibilità di aumentare le tariffe sui prodotti cinesi per riequilibrare il commercio. La minaccia rafforza l’impressione che l’approccio persuasivo di Pechino non sia riuscito a ottenere reali vantaggi diplomatici, soprattutto in un contesto in cui il deficit commerciale Cina-Europa si sta ampliando.















