Le società che sono state chiuse a causa di obblighi statali nel 2020 potranno richiedere il rimborso di tali importi nonostante la scadenza del periodo specificato nella Legge fiscale generale.

Pagare le aziende Tassa sull’attività economica (IAE) ha prestato servizio nei consigli comunali nel 2020 nonostante abbia dovuto chiudere a causa dell’epidemia. potrà richiedere il rimborso parziale di tali importi.Nonostante sia scaduto il termine di prescrizione di quattro anni a causa di redditi impropri ai sensi della Legge fiscale generale (LGT).

Questa situazione è stata determinata da due nuove decisioni emesse dalla Corte Suprema lo scorso gennaio, che hanno aperto le porte a migliaia di aziende dedicate specificamente all’alloggio o ai servizi che non potevano essere forniti da marzo 2020, per raggiungere un fatturato netto di oltre un milione di euro (ovvero al netto delle imposte indirette e di altre spese dal loro reddito). Per pretendere dai propri Comuni le somme versate nei mesi in cui sono stati costretti a chiudere a causa della carcerazione.

La Corte Suprema ha stabilito che, poiché l’attività economica era stata vietata durante i mesi peggiori dell’epidemia, atto del principe (certificato di autorizzazione), queste società non possono effettuare operazioni imponibili durante questo periodo. privazione forzata del diritto di esercitare l’attivitàLa seconda parte della controversa Camera amministrativa ritiene pertanto che le chiusure forzate rientrino nell’ambito dei casi eccezionali previsti dalla regola 14.4 dell’istruzione IAE. riduzione proporzionale dell’aliquota fiscale Nel caso in cui l’attività venga interrotta per giustificati motivi.

Allo stesso modo, le decisioni evidenziano anche le aziende che hanno effettuato pagamenti all’IAE nel 2020 nonostante siano state costrette a chiudere per ordine del governo. Non devono dimostrare davanti al consiglio comunale che le loro attività sono state interrotte“Non avvisare l’Amministrazione di tale chiusura o inattività, poiché entrambe le situazioni derivano direttamente dalla legge.” Secondo l’Alta Corte, queste condizioni erano “ben note” ai consigli e le prove potevano essere richieste solo alle aziende che fornivano attività di consegna a domicilio durante questi mesi.

L’uguaglianza fiscale si applica per tutto il periodo di richiesta

Oltre a questo riconoscimento, la caratteristica più importante delle decisioni della Corte Suprema è che riconosce il diritto esistente delle aziende interessate di richiedere la restituzione della parte proporzionale dell’IAE corrispondente al periodo in cui sono rimaste chiuse. Anche se sono passati più di quattro anni da quel momento in poi e quindi allo scadere del termine previsto dalla Legge Tributaria Generale (LGT).

I giudici sostengono che la chiusura obbligatoria delle imprese disposta dal Governo è obbligatoria in diverse fasi a partire da marzo 2020.Permette di annullare la liquidazione finale dell’IAE e di rimborsare l’importo depositato Ha affermato che “garantire l’equità della pressione fiscale a fronte di una situazione eccezionale giustificata dalla prevalenza di altri valori costituzionali irresistibili e bisognosi di maggiore tutela” e anche che i consigli comunali sono obbligati a “esplorare ogni possibilità giuridica che porti ad una riduzione proporzionale della quota” per garantire che le aziende paghino l’importo a cui hanno diritto.

Una guerra che attraversa il tempo

Si avvicina la decisione della Corte Suprema sei anni dalla cessazione dell’attività Decretato dal governo e colpendo gravemente, tra le altre attività, centinaia di migliaia di strutture ricettive o soprattutto alberghiere.

riduzione parziale L’eliminazione della quota fiscale sulle attività economiche è stata una delle lotte delle aziende che hanno dovuto chiudere a causa delle imposizioni del governo negli ultimi anni e delle varie dichiarazioni della Corte Suprema. Quasi tre anni fa la Corte Suprema stabilì che le imprese interessate avevano il diritto di ridurre la quota corrispondente al periodo durante il quale erano state costrette a chiudere.

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