Mercoledì 25 febbraio 2026 – 23:18 WIB

VIVA – A causa dell’incertezza nei rapporti con gli Stati Uniti durante il periodo della politica “America First” del presidente americano Donald Trump, alcuni paesi europei stanno intensificando le loro relazioni economiche e diplomatiche con la Cina.



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Gli osservatori di politica estera valutano che il cambiamento nell’approccio di Washington ha innescato aggiustamenti strategici in diverse capitali europee. Con l’aumento dell’incertezza transatlantica, molti paesi stanno iniziando a rafforzare i legami con Pechino come partner alternativo, soprattutto nella sfera economica.

Nelle ultime settimane diversi leader europei hanno effettuato visite ufficiali in Cina. È stato osservato che il primo ministro irlandese Micheál Martin, il primo ministro finlandese Petteri Orpo e il primo ministro britannico Keir Starmer hanno incontrato il leader cinese Xi Jinping.


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La visita è vista come il riflesso di un cambiamento nell’approccio dell’Europa alla Cina, concentrandosi sempre più sugli interessi economici piuttosto che sulla precedente retorica di “disaccoppiamento” o “riduzione del rischio”. Tuttavia, gli analisti hanno sottolineato che questa mossa non rappresenta ancora un cambiamento formale o un chiaro riallineamento geopolitico da parte dell’Unione Europea.

La visita di quattro giorni di Starmer in Cina ha portato ad una serie di accordi economici e alla revoca delle sanzioni di Pechino contro sei parlamentari britannici. Tuttavia, durante l’incontro non sono state rilasciate dichiarazioni pubbliche sulla questione dei diritti umani in Cina o sulla situazione dell’imprenditore dei media di Hong Kong Jimmy Lai, anche lui cittadino britannico.


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Alcuni osservatori hanno anche sottolineato la posizione della Cina come principale partner della Russia. Si ritiene che Pechino abbia un ruolo chiave nel sostenere Mosca nella guerra in Ucraina, alla quale i paesi europei si oppongono collettivamente. Ma questo tema non è stato al centro dell’ultima serie di visite dei leader occidentali a Pechino.

Gli analisti valutano che alcuni paesi europei si trovano di fronte a un dilemma nel determinare la loro posizione tra Washington e Pechino. Tuttavia, alcuni esperti sottolineano che questa scelta non è binaria. Le sfide poste dalla Cina richiedono una strategia separata, poiché differiscono dalle dinamiche delle relazioni dell’Europa con gli Stati Uniti.

Anche se non si prevede che la visita ad alto livello cambierà direttamente l’ordine globale, la mossa è vista come un segnale di crescente accettazione della Cina come partner strategico alternativo. D’altra parte, si ritiene che l’approccio bilaterale di ciascun paese europeo abbia il potenziale per avvantaggiare Pechino in un contesto di coordinamento multilaterale indebolito.

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Alcuni osservatori avvertono che una maggiore dipendenza economica dalla Cina potrebbe creare nuove vulnerabilità per l’Europa nel lungo termine. Invitano i paesi europei a sviluppare politiche estere più coerenti e basate su principi per mantenere la resilienza strategica di fronte alle dinamiche di una concorrenza globale in continua crescita.

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