Gli standard di sostenibilità e governance espandono la trasparenza delle operazioni. Quest’anno l’Ibex deve avere il 40% di donne nel suo consiglio di amministrazione.

L’anno finanziario 2025 è stato caratterizzato da un contesto normativo mutevole e complesso, culminato con l’approvazione a fine anno del pacchetto Omnibus I, il cui obiettivo è ridurre gli oneri burocratici e agevolare il rispetto degli standard di sostenibilità da parte delle imprese, nonché ridurre gli oneri amministrativi e rafforzare la competitività dell’UE.

L’approvazione di questo pacchetto rappresenta un ritardo nell’implementazione di alcuni standard di sostenibilità ambientale, sociale e di governance, in particolare in relazione alle direttive Corporate Sustainability Report (in vigore da gennaio 2027 per le aziende più grandi) e Due Diligence (dal 2029).

Intanto quest’anno entreranno in vigore anche altre norme approvate in passato che influenzeranno l’attività delle imprese.

La legge spagnola sulla parità di rappresentanza e sulla presenza equilibrata di donne e uomini negli organi decisionali prevede che le aziende con il più alto valore di mercato (Ibex) debbano rispettare il requisito che almeno il 40% dei membri del consiglio appartenga al genere meno rappresentato, solitamente donne, entro il 30 giugno di quest’anno. Il resto delle società quotate dovranno adeguarsi a questa legge entro il 30 giugno 2027.

attività

Verrà inoltre introdotto gradualmente nei consigli di amministrazione e negli alti dirigenti delle organizzazioni di pubblica utilità, che devono raggiungere il 33% del genere meno rappresentato entro il 30 giugno di quest’anno e il 40% entro il 30 giugno 2029.

Le donne rappresentano già più del 40% delle tavole Ibex. Sebbene sette aziende abbiano superato il 30%, non riescono ancora a raggiungere questo tasso.

Quest’anno verranno implementati molti standard ambientali chiave incentrati sulla decarbonizzazione industriale e sull’economia circolare. Spiccano il meccanismo di adeguamento delle frontiere del carbonio (CBAM) e il regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti, che sono ormai saldamente in vigore.

Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) è uno strumento progettato per garantire che i beni importati ad alto contenuto di carbonio siano soggetti agli stessi costi del carbonio dei prodotti fabbricati in Europa. Colpisce direttamente i produttori extra-UE, che devono fornire dati sul carbonio per supportare la conformità, e attualmente si applica alle importazioni di beni in sei settori – cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno – selezionati per le loro elevate emissioni di gas serra e il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.

La Direttiva sugli imballaggi e sui rifiuti sarà direttamente applicabile nell’UE a partire da agosto. Implementa rigorosi requisiti di progettazione ecologica, riciclabilità ed etichettatura per ridurre i rifiuti. Le aziende devono adattare i propri imballaggi, limitare l’uso della plastica, eliminare le sostanze chimiche artificiali (PFAS) negli imballaggi alimentari e migliorare il riutilizzo.

Gli Stati hanno inoltre deciso di prorogare il termine per conformarsi alla Direttiva UE sulla deforestazione, dando alle aziende un anno in più per prepararsi. Questo regolamento regola la dovuta attenzione ai prodotti forestali e richiede che venga dimostrato che prodotti come caffè, cacao, soia, legno e palma non provengono da terreni deforestati. I grandi operatori e commercianti dovranno attuare obbligatoriamente questa normativa a partire dal 30 dicembre 2026, mentre le piccole imprese (meno di 50 dipendenti e meno di 10 milioni di euro di fatturato annuo derivante dalla commercializzazione dei relativi prodotti) dovranno adeguarsi alla normativa a partire dal 30 giugno 2027.

trasposizione

Tra le normative pendenti per il 2026 figura la Direttiva Greenwashing, già approvata ed in attesa di recepimento nella legislazione spagnola. I diversi Paesi dell’UE dovranno recepire il contenuto di questa Direttiva nelle rispettive normative nazionali entro il 27 marzo, a partire da settembre 2026, quando potranno essere imposte sanzioni o esclusioni per la non conformità. Questo standard rafforza la protezione contro le pratiche commerciali ingannevoli, vieta affermazioni ambientali vaghe o generiche senza supporto verificabile e richiede informazioni chiare sulla durabilità e riparabilità dei prodotti prima dell’acquisto.

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