La carriera di Thomas Hearns è spesso ridotta a segni ovvi: potere ad eliminazione diretta polverizzato, il canale della Kronk Gym e un curriculum costruito sulle rivalità con i reali della boxe.
Ma per comprendere il suo posto nello sport, deve essere visto come parte di un raro lignaggio. Un combattente forgiato in un’epoca in cui la grandezza era definita da chi combattevi, non da chi evitavi.
Negli anni ’70, Muhammad Ali, Joe Frazier, George Foreman e Ken Norton spinsero la divisione dei pesi massimi al mainstream attraverso una serie di scontri indimenticabili durata cinque anni tra il 1971 e il 1976.
Un decennio dopo, mentre la boxe cercava un’identità oltre Ali, un nuovo quartetto emerse nelle divisioni dei pesi welter e medi per affascinare i fan e definire gli anni ’80.
Thomas Hearns, Sugar Ray Leonard, Marvin Hagler e Roberto Duran – poi immortalati come I Quattro Re – si incontrarono ripetutamente tra il 1980 e il 1989, dando vita a una serie di incontri che ancora oggi rappresentano il gold standard per le competizioni d’élite. Il loro tempo è stato celebrato nel documentario The Fabulous Four, un omaggio al modo in cui ogni uomo si metteva instancabilmente alla prova contro i migliori.
Ma come classificava lo stesso “The Hitman” i suoi leggendari contemporanei?
L’icona di Detroit ha recentemente offerto spunti condividendo con un giornalista i suoi 10 migliori combattenti di tutti i tempi James Slate. Muhammad Ali in cima alla lista, seguito da Joe Frazier, con Hearns al terzo posto. Roberto Duran raggiunse i quattro: il panamense fu brutalmente eliminato da Hearns nel secondo turno dello scontro del 1984.
Sugar Ray Leonard è arrivato al sesto posto. Il loro primo incontro nel 1981 rimane uno dei combattimenti più iconici nella storia della boxe, con Leonard che si riprende tardi per fermare Hearns al 14° round dopo aver perso lo slancio iniziale. La rivincita del 1989 si concluse con un pareggio, un verdetto che molti osservatori ritenevano che Hearns fosse stato tradito.
Forse la cosa più significativa è stata la posizione di Hearns di Marvin Hagler al numero 10. Nonostante abbia condiviso uno degli incontri più selvaggi di questo sport – l’indimenticabile “Guerra” a tre round del 1985 – Hearns ha classificato l’ex campione indiscusso dei pesi medi come il più basso tra i suoi pari.
È una lista modellata dalla rivalità, rivalità plasmata dalla grandezza. E opportunamente, l’eredità di Hearns è inseparabile da quella degli uomini al cui fianco ha combattuto. In un’epoca in cui i migliori affrontavano costantemente i migliori, “The Hitman” non era solo un partecipante: era una figura centrale nell’ultima vera epoca d’oro della boxe.















