Il Real Madrid ha visto emergere diverse stelle del settore giovanile nelle ultime settimane, ma nessuna più di Thiago Pitarch. Nonostante abbia solo 18 anni, si è già affermato da titolare, con quattro presenze consecutive con la squadra di Álvaro Arbeloa – inclusa quella in Champions League contro il Manchester City.

Pitarch sta facendo scalpore al Real Madrid e non sorprende che la comunità calcistica più ampia presti attenzione. Nello specifico, le federazioni calcistiche spagnola e marocchina seguono da vicino i suoi progressi, con l’obiettivo di definirne la fedeltà internazionale.

Secondo Segnole autorità marocchine hanno già illustrato il loro progetto a Pitarch e alla sua delegazione. Vedono il diciottenne come un giocatore chiave per la squadra senior, e il piano è che sia pienamente integrato in tempo per la Coppa del Mondo 2030, che sarà co-ospitata da Spagna, Portogallo e Marocco.

Pitarch, che rappresentava la Spagna a livello giovanile, si è qualificato per il Marocco attraverso uno dei suoi nonni, nato nel paese nordafricano. I Leoni dell’Atlas sperano di convincerlo ad allontanarsi dalla Roja, come hanno fatto con il suo compagno di squadra del Real Madrid Brahim Diaz.

Pitarch reagisce al dilemma della lealtà internazionale

Pitarch è stato recentemente interpellato sulla situazione in Spagna e Marocco e, pur ammettendo che non è stata presa alcuna decisione, ha parlato molto bene della possibilità di rappresentare in futuro i Lions dell’Atlante.

“Marocco o Spagna? Non ho ancora deciso. Brahim mi parla molto del Marocco e si trova molto bene in Nazionale”.

Per quanto talentuoso com’è, Pitarch non ha un percorso chiaro verso la nazionale spagnola in questa fase. Luis de la Fuente ha già giocatori del calibro di Pedri, Martin Zubimendi, Gavi, Pablo Barrios e Rodri Hernandez ben davanti a lui nella gerarchia, e questo potrebbe dare al Marocco un vantaggio nel convincerlo a rappresentarli.

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