I futures Dow Jones scendono dello 0,11% durante la sessione europea di mercoledì, scambiati vicino a 48.700, mentre scendono anche i futures S&P 500 e Nasdaq 100, scendendo dello 0,10% e dello 0,09% sotto 7.000 e 25.800, rispettivamente. La Borsa di New York chiuderà presto la vigilia di Natale e rimarrà chiusa giovedì il giorno di Natale.
I futures sugli indici statunitensi sono scesi leggermente dopo che martedì l’indice S&P 500 ha chiuso al nuovo record di 6.909,79, estendendo la sua serie di vittorie consecutive a quattro sessioni consecutive. I titoli tecnologici hanno nuovamente guidato i guadagni, con Nvidia in rialzo del 3%, Broadcom in rialzo del 2,3% e Amazon in rialzo dell’1,6%.
I trader hanno continuato a scontare due tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel 2026, nonostante i dati economici più forti del previsto. Il PIL annualizzato preliminare degli Stati Uniti è cresciuto del 4,3% nel periodo luglio-settembre, battendo le aspettative del 3,3% e la crescita del 3,8% nel trimestre precedente. Nel frattempo, l’indice dei prezzi PCE core è aumentato del 2,9% su base trimestrale, in linea con le previsioni.
Il consigliere della Casa Bianca Kevin Hassett ha dichiarato martedì che la Fed non sta tagliando i tassi di interesse abbastanza velocemente, anche se l’economia americana è cresciuta molto più velocemente del previsto nel terzo trimestre, secondo un rapporto della CNBC. Inoltre, il membro del consiglio dei governatori della Fed, Stephen Miran, ha dichiarato lunedì che il mancato allentamento della politica monetaria aumenterebbe il rischio di recessione, aggiungendo che la necessità di resistere a 50 punti base diminuisce nel tempo con il taglio dei tassi di interesse.
Domande frequenti sul Dow Jones
Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi del mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato per il prezzo e non per la capitalizzazione. Si calcola sommando i prezzi dei singoli titoli e dividendoli per un fattore, che attualmente è 0,152. L’indice è stato fondato da Charles Dow, fondatore anche del Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per non essere sufficientemente rappresentativo, poiché riflette solo 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.
Molti fattori diversi determinano il Dow Jones Industrial Average (DJIA). La performance complessiva di ciascuna società, divulgata nelle relazioni trimestrali sugli utili delle società, è la più importante. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono poiché influiscono sul sentiment degli investitori. Anche il livello dei tassi di interesse fissati dalla Federal Reserve (Fed) influenza il DJIA perché influisce sul costo del denaro, sul quale molte aziende fanno molto affidamento. Pertanto, l’inflazione può essere un fattore importante, oltre ad altri parametri che influenzano le decisioni della Fed.
La Teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per identificare il trend primario del mercato azionario. Un passo importante è confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) e del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e monitorare solo le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. Il volume è un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi di analisi picco-valle. La teoria di Dow presuppone tre fasi di tendenza: accumulazione, quando il denaro intelligente inizia a comprare o vendere; partecipazione pubblica, quando partecipa il grande pubblico; e distribuzione quando il denaro intelligente scompare.
Esistono diversi modi per commerciare con il DJIA. Uno è quello di utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo invece di dover acquistare azioni di tutte le 30 società coinvolte. Un esempio lampante è l’ETF SPDR Dow Jones Industrial Average (DIA). I contratti futures DJIA consentono ai trader di speculare sul valore futuro dell’indice e le opzioni danno il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice in futuro a un prezzo predeterminato. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una parte di un portafoglio diversificato di azioni DJIA, fornendo esposizione all’indice complessivo.















