Lunedì l’argento (XAG/USD) viene scambiato in netto ribasso, attestandosi intorno agli 81,80 dollari al momento in cui scriviamo, in calo del 2,0% sulla giornata. Il metallo bianco sta continuando la mossa correttiva iniziata dopo il forte calo della scorsa settimana mentre i mercati rivalutavano rapidamente le prospettive macroeconomiche e monetarie negli Stati Uniti.
La pressione di vendita si è intensificata dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la nomina di Kevin Warsh a presidente della Federal Reserve (Fed). I mercati interpretano questa decisione come un segnale per un approccio più disciplinato e cauto all’allentamento monetario. Questa percezione ha portato a una rinnovata cautela nei confronti degli asset non redditizi come l’argento, dopo un potente rally che ha spinto i prezzi a livelli record e ha portato a pesanti prese di profitto.
Allo stesso tempo, il fascino dell’argento come bene rifugio sta svanendo man mano che le tensioni geopolitiche si allentano. I recenti colloqui tra Stati Uniti e Iran hanno contribuito a ridurre i timori di un’escalation militare in Medio Oriente e a frenare la domanda di metalli preziosi. Questa dinamica rispecchia i recenti sviluppi dell’oro (XAU/USD), la cui forte correzione ha evidenziato quanto i beni rifugio siano sensibili ai cambiamenti del rischio geopolitico e del sentiment generale del mercato.
Anche le dichiarazioni caute di diversi funzionari della Fed rafforzano questa tendenza. Alcuni policymaker hanno sottolineato che non vi è alcuna urgenza di tagliare ulteriormente i tassi di interesse, sostenendo che l’attuale orientamento della politica monetaria è in gran parte neutrale. Questa comunicazione misurata smorza le aspettative di un rapido allentamento e grava sull’argento.
Infine, la maggiore volatilità e i requisiti di margine più elevati nei mercati dei futures hanno portato alla vendita forzata e alla liquidazione di posizioni speculative sull’argento. Mentre fattori strutturali come un deficit di offerta a lungo termine e un continuo interesse per gli asset reali rimangono di supporto nel medio termine con l’aumento del debito nazionale, il mercato sembra ora entrare in una fase di consolidamento dopo significative esagerazioni.
Domande frequenti sull’argento
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato tra gli investitori. In passato veniva utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene meno popolare dell’oro, i trader potrebbero rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di elevata inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico in monete o lingotti o scambiarlo attraverso veicoli come i fondi negoziati in borsa che ne seguono il prezzo sui mercati internazionali.
Il prezzo dell’argento può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono far aumentare i prezzi dell’argento a causa del suo status di bene rifugio, anche se in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset non redditizio, l’argento tende ad apprezzarsi quando i tassi di interesse sono più bassi. I suoi movimenti dipendono anche dal comportamento del dollaro statunitense (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’argento, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi più in alto. Anche altri fattori come la domanda di investimenti, l’offerta mineraria (l’argento è molto più comune dell’oro) e i tassi di riciclaggio possono influenzare i prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori quali l’elettronica o l’energia solare, perché ha una delle conduttività elettriche più elevate di qualsiasi altro metallo, più del rame e dell’oro. Un aumento della domanda può far aumentare i prezzi, mentre una diminuzione tende ad abbassarli. Anche le dinamiche nelle economie di Stati Uniti, Cina e India possono contribuire alle fluttuazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i loro grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; In India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso per la gioielleria gioca un ruolo cruciale nella determinazione dei prezzi.
Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento tende a seguire l’esempio poiché il loro status di bene rifugio è simile. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa di entrambi i metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe indicare che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.















