Giovedì la coppia USD/INR continua la sua serie di vittorie consecutive per il terzo giorno consecutivo. La rupia indiana (INR) è rimasta sotto pressione poiché la volatilità dei prezzi del petrolio e la debolezza dei titoli nazionali hanno pesato sul sentiment, anche se le vendite intermittenti di dollari USA (USD) da parte delle banche statali hanno contribuito a limitare le perdite, hanno detto i trader a Reuters.
I prezzi del petrolio sono in aumento a causa delle interruzioni delle spedizioni attraverso lo strategico Stretto di Hormuz. Il petrolio greggio ha registrato guadagni più elevati poiché il rischio di un conflitto in corso con l’Iran ha messo in ombra il rilascio coordinato delle riserve petrolifere da parte delle principali economie. I mercati hanno inoltre considerato inadeguate le misure di approvvigionamento di emergenza, anche dopo che l’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) ha approvato il più grande rilascio mai realizzato di 400 milioni di barili.
Nel frattempo, la coppia USD/INR ha guadagnato mentre il dollaro USA è rimasto stabile. L’aumento dei prezzi dell’energia ha aumentato i rischi di inflazione e ridotto le aspettative che la Federal Reserve (Fed) taglierà presto i tassi di interesse.
Nel frattempo, i recenti dati sull’inflazione suggeriscono che le pressioni sui prezzi rimangono relativamente contenute, rafforzando le aspettative che la Fed possa mantenere la politica stabile nel breve termine. Gli analisti hanno inoltre notato che gli ultimi dati sull’inflazione non riflettono ancora pienamente il recente aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni geopolitiche.
L’indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense di febbraio, pubblicato mercoledì, ha mostrato che l’inflazione è aumentata dello 0,3% su base mensile (MoM) e del 2,4% su base annua (YoY), sostanzialmente in linea con le aspettative del mercato. L’indice dei prezzi al consumo core, che esclude alimentari ed energia, è aumentato dello 0,2% mese su mese e del 2,5% anno su anno. Gli operatori rivolgeranno ora la loro attenzione ai dati sulla spesa per consumi personali (PCE) di venerdì per ulteriori indicazioni politiche.
Analisi tecnica: USD/INR punta al massimo record di 92,81 vicino al limite superiore del canale ascendente
Giovedì la coppia USD/INR viene scambiata intorno a 92,70. L’analisi tecnica del grafico giornaliero indica una continua tendenza rialzista mentre la coppia sta salendo all’interno del pattern del canale ascendente.
L’orientamento a breve termine è rialzista poiché la coppia USD/INR rimane al di sopra sia delle medie mobili esponenziali (EMA) a 50 giorni in rialzo, sia della recente sequenza di breakout che rimane intatta dopo il rimbalzo dall’area 91,00-91,25. Lo slancio rimane positivo poiché il Relative Strength Index (RSI) a 14 giorni si attesta vicino a 72 e si spinge sempre più in territorio di ipercomprato, segnalando una forte pressione al rialzo anche se il rally si trascina.
La coppia USD/INR punta al massimo storico di 92,81 raggiunto il 9 marzo, seguito dal limite superiore del canale ascendente a 92,90. D’altro canto, il supporto primario si trova presso l’EMA a 9 giorni a 92,23. Un break sotto questo livello indebolirebbe il momentum a breve termine ed esporrebbe l’EMA a 50 giorni a 91,17, seguita dal limite inferiore del canale vicino a 90,90.
(L’analisi tecnica di questa storia è stata scritta utilizzando uno strumento AI.)
Domande frequenti sulla rupia indiana
La rupia indiana (INR) è una delle valute più sensibili ai fattori esterni. Il prezzo del petrolio greggio (il paese fa molto affidamento sul petrolio importato), il valore del dollaro USA (la maggior parte degli scambi avviene in USD) e il livello degli investimenti esteri sono tutti fattori che influiscono. Gli interventi diretti della Reserve Bank of India (RBI) nei mercati dei cambi per mantenere stabile il tasso di cambio, nonché il livello del tasso di interesse fissato dalla RBI, sono altri fattori importanti che influenzano la rupia.
La Reserve Bank of India (RBI) interviene attivamente nei mercati dei cambi per mantenere un tasso di cambio stabile e quindi facilitare gli scambi. Inoltre, la RBI sta cercando di mantenere il tasso di inflazione al target del 4% aggiustando i tassi di interesse. Tassi di interesse più elevati solitamente rafforzano la rupia. Ciò è dovuto al ruolo dei “carry trade”, per cui gli investitori prendono prestiti in paesi con tassi di interesse più bassi per investire il proprio denaro in paesi con tassi di interesse relativamente più alti e trarre profitto dalla differenza.
I fattori macroeconomici che influenzano il valore della rupia comprendono l’inflazione, i tassi di interesse, il tasso di crescita economica (PIL), la bilancia commerciale e gli afflussi di investimenti esteri. Un tasso di crescita più elevato può portare a maggiori investimenti esteri e ad aumentare la domanda della rupia. Una bilancia commerciale meno negativa porterà infine a una rupia più forte. Anche i tassi di interesse più elevati, in particolare i tassi di interesse reali (interessi meno inflazione), hanno un impatto positivo sulla rupia. Un contesto di propensione al rischio può portare a maggiori afflussi di investimenti esteri diretti e indiretti (IDE e FII), che avvantaggiano anche la rupia.
Un’inflazione più elevata, in particolare se comparativamente più elevata rispetto a quella dei paesi omologhi dell’India, ha generalmente un impatto negativo sulla valuta poiché riflette la svalutazione causata da un eccesso di offerta. L’inflazione aumenta anche i costi di esportazione, con il risultato che vengono vendute più rupie per acquistare importazioni estere, il che è negativo per la rupia. Allo stesso tempo, un’inflazione più elevata di solito induce la Reserve Bank of India (RBI) ad aumentare i tassi di interesse, il che può avere un impatto positivo sulla rupia a causa dell’aumento della domanda da parte degli investitori internazionali. L’effetto opposto si verifica con un’inflazione più bassa.













