Martedì 31 marzo 2026 – 16:31 WIB
VIVA – Il parlamento israeliano (Knesset) ha approvato una legge che impone la pena di morte ai palestinesi ritenuti colpevoli di attacchi mortali. Questa politica ha dovuto affrontare dure critiche da parte dei paesi europei e dei gruppi per i diritti umani, che la considerano discriminatoria.
La legge rende la pena di morte la sanzione principale per i palestinesi giudicati colpevoli di attacchi mortali nella Cisgiordania occupata da Israele, classificati dai tribunali militari come atti di terrorismo.
Secondo le disposizioni della legge, i condannati a morte saranno collocati in strutture separate senza alcuna visita diversa dal personale autorizzato. Le consultazioni legali possono svolgersi solo tramite collegamento video e le esecuzioni devono avvenire entro 90 giorni dalla decisione.
Israele applica molto raramente la pena di morte. L’ultima esecuzione fu quella del criminale di guerra nazista Adolf Eichmann nel 1962.
Il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, uno dei più forti sostenitori del disegno di legge, indossa spesso una spilla sul bavero come simbolo di sostegno alle esecuzioni. Ha detto che l’impiccagione è “un’opzione” diversa dalla sedia elettrica o dall'”eutanasia” e ha affermato che alcuni medici sono disposti ad aiutare.
Il comitato per la sicurezza ha apportato una serie di modifiche alla bozza, approvata in prima lettura la settimana scorsa. L’emittente pubblica israeliana KAN ha riferito che l’esecuzione avverrà tramite impiccagione.
Le nuove regole consentono ai tribunali di imporre la pena di morte semplicemente a maggioranza semplice, senza richiesta da parte dei pubblici ministeri e senza dover raggiungere una decisione unanime. Anche i tribunali militari in Cisgiordania hanno il potere di imporre la pena di morte e anche il ministro della Difesa può esprimere la sua opinione.
Per i palestinesi che vivono nei territori occupati, questa legge elimina la possibilità di appello o di amnistia, mentre i prigionieri processati in Israele possono ancora vedere la loro pena ridotta all’ergastolo.
La legge, promossa dal partito di destra Otzma Yehudit guidato da Ben-Gvir, ha suscitato critiche diffuse da parte degli oppositori che vedono la politica come una grave escalation nel sistema penale israeliano.
Alcuni funzionari militari e ministeriali hanno avvertito che la legge viola potenzialmente il diritto internazionale e potrebbe rischiare l’arresto del personale israeliano all’estero.
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Una volta pubblicata, la legge entrerà ufficialmente in vigore, ma potrà ancora essere rivista ed eventualmente annullata dalla Corte Suprema israeliana.














