Il collezionista d’arte di boxe Ingo Wegerich esplora le storie dietro le iconiche opere d’arte di combattimento della sua vasta collezione privata. Questo pezzo si concentra sulla vittoria redentrice di Anthony Joshua su Andy Ruiz Jr.

In seguito al tragico incidente del 29 dicembre 2025, sull’autostrada Lagos-Ibadan nello stato di Ogun, in Nigeria – in cui hanno perso la vita due amici intimi e membri della squadra di Anthony Joshua, Sina Ghami e Latif “Latz” Ayodele – c’è stato un periodo di silenzio attorno al due volte campione unificato dei pesi massimi.

Da allora Joshua è tornato ad allenarsi, trascorrendo l’ultima settimana al campo insieme a Oleksandr Usyk, con discussioni in corso su un potenziale incontro estivo.

Mentre l’attenzione si concentra sulla prossima mossa di AJ, rivisitiamo uno dei momenti decisivi della sua carriera e le opere d’arte che lo hanno catturato.

La lotta

La rivincita tra Anthony Joshua e Andy Ruiz Jr. il 7 dicembre 2019, a Diriyah, Arabia Saudita, è stato un evento estremo: sportivo, finanziario e logistico.

Sei mesi prima, il sostituto tardivo Andy Ruiz Jr. aveva sbalordito il mondo della boxe al Madison Square Garden, lasciando cadere Joshua quattro volte in sette round per rivendicare i titoli WBC, WBA, IBF e IBO. I paragoni con la sconfitta di Mike Tyson contro Buster Douglas erano inevitabili.

La rivincita, intitolata Clash on the Dunes, non fu solo il primo campionato mondiale dei pesi massimi tenutosi in Arabia Saudita, ma anche un primo indicatore di quella che da allora è diventata la nuova Mecca della boxe.

L’evento è stato accompagnato da uno straordinario pacchetto finanziario. Secondo quanto riferito, Joshua ha guadagnato tra $ 60 milioni e $ 85 milioni, mentre Ruiz ha guadagnato tra $ 10 milioni e $ 13 milioni. La Diriyah Arena, uno stadio all’aperto nel deserto, è stata costruita in sole sei settimane e aveva una capacità di 15.000 spettatori.

Durante la pesatura, il contrasto è diventato chiaro. Ruiz ha inclinato la bilancia a 283,7 libbre, più di 15 libbre in più rispetto al primo incontro, suggerendo che aveva festeggiato troppo a lungo. Joshua, d’altro canto, pesava 237 libbre e mezzo, più di 10 libbre in meno rispetto a prima.

All’interno del ring la lotta è stata controllata e clinica. Joshua ha dettato la distanza, è rimasto disciplinato e ha segnato in modo coerente con i suoi colpi e il suo gioco di gambe. Ruiz ha lottato per colmare il divario o ottenere qualcosa di significativo.

Dopo 12 round, Joshua ha riconquistato il titolo con decisione unanime. L’incontro ha generato circa 1,5 milioni di acquisti in pay-per-view nel Regno Unito, rendendolo uno degli eventi più venduti nella storia della boxe britannica.

Ancora più importante, Joshua ha risposto a ogni domanda con una lezione di tattica.

L’opera d’arte

Boxing News targato Clash on the Dunes con una splendida copertina dipinta in vivaci tonalità di giallo, oro e marrone, raffiguranti i due combattenti in azione. L’opera d’arte è stata creata dall’artista Hall of Fame Richard T. Slone.

Credito immagine: Richard T. Slone

La tavolozza dei colori ha un peso simbolico. Il giallo, spesso associato alla tensione interiore e all’irrequietezza, riflette l’energia nervosa prima di un combattimento. L’oro rappresenta l’ambizione, la ricchezza e la grandezza, evocando anche l’ambientazione saudita. I toni riflettono collettivamente la sabbia del deserto, un riferimento deliberato al titolo dell’evento. Il marrone aggiunge un senso di tradizione e atemporalità.

Il dipinto è stato completato prima del combattimento, il che spiega perché non riflette l’eventuale disparità fisica tra i combattenti. Nella rappresentazione di Slone, Joshua appare compatto e potente, quasi un gladiatore, con muscoli ben definiti.

Entrambi i combattenti vengono colti nel mezzo dello scambio. Le loro espressioni trasmettono concentrazione e intensità. Gli occhi di Joshua sono chiusi, suggerendo una profonda concentrazione, mentre il suo pugno sembra colpire Ruiz con forza e intenzione. Ruiz, con la bocca aperta, personifica lo sforzo e la determinazione.

La parola “Destroyer” è visibile sui pantaloncini di Ruiz, un omaggio al suo soprannome, guadagnato per il suo stile aggressivo e ad alte prestazioni.

Il numero romano “II” fa riferimento alla rivincita, ma simboleggia anche il tentativo di Giosuè di ricostruirsi dopo la sconfitta, sia mentalmente che fisicamente. La sconfitta ha scosso la sua identità di campione. Qui appare composto, concentrato e risoluto.

La pennellata di Slone è espressiva ed energica. Attraverso il colore, il movimento e il simbolismo, trasforma un momento sportivo in un racconto visivo con profondità psicologica.

L’Artista

Richard T. Slone, un artista britannico che ora vive a Las Vegas, è ampiamente considerato uno dei principali pittori della boxe.

Ex protetto di Joe Frazier e membro della famosa Kronk Gym, Slone è l’artista ufficiale della International Boxing Hall of Fame dal 1996.

È stato prenotato per alcuni dei più grandi eventi di questo sport, tra cui Floyd Mayweather contro Manny Pacquiao, Mayweather contro Canelo Alvarez, Canelo contro Gennadiy Golovkin e, più recentemente, Canelo contro Terence Crawford.

Il suo lavoro è apparso su innumerevoli copertine di Ring Magazine e Boxing News, catturando il dramma e l’emozione della boxe ai massimi livelli.

Nota personale

Ho un legame personale con questo dipinto. Non solo sono il proprietario, ma ero anche presente al combattimento in Arabia Saudita.

A quel tempo, l’esperienza sembrava un’avventura. Al peso all’aperto c’era poca partecipazione rispetto ad altri eventi importanti, e gran parte dell’atmosfera ruotava attorno all’hotel dei combattenti: intensa ma intima.

Poco prima del combattimento cominciò a cadere una leggera pioggia. Mi ha ricordato The Rumble in the Jungle, dove una forte pioggia è seguita subito dopo il combattimento.

È un viaggio che non dimenticherò mai e questo dipinto rimane un vivido ricordo di quell’esperienza.

Dettagli d’arte

Ruiz Jr. contro Giosuè II
Originale, 2019
Richard T. Slone
Acrilico su tela
36″×40″

Copyright Richard T. Slone. È possibile visualizzare ulteriori parti della collezione tramite Collezione di belle arti Ingo Wegricho su Instagram.

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