Lunedì l’argento (XAG/USD) continua il suo slancio rialzista e al momento in cui scrivo viene scambiato intorno ai 69,05 dollari, in rialzo del 2,75% dopo aver toccato un nuovo massimo storico di 69,47 dollari all’inizio della giornata. Il metallo bianco sta beneficiando di forti acquisti successivi dopo diverse settimane di guadagni costanti, supportato da un contesto macroeconomico e geopolitico che rimane favorevole ai beni rifugio.

Il rally dell’argento si sta svolgendo in un contesto in cui persistono aspettative di allentamento monetario negli Stati Uniti (USA). I mercati continuano a scontare ulteriori tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed) fino al 2026, poiché i dati recenti indicano un graduale allentamento delle pressioni inflazionistiche e un mercato del lavoro statunitense più debole. Un contesto di bassi tassi di interesse riduce il costo opportunità di detenere attività non redditizie, fornendo supporto strutturale per i metalli preziosi.

L’indebolimento del dollaro statunitense (USD) è un altro fattore importante. Un biglietto verde più debole rende l’argento più attraente per gli investitori stranieri. L’indice del dollaro statunitense (DXY), che replica il valore del biglietto verde rispetto a un paniere delle principali valute, è intorno a 98,35, in leggero calo dopo aver toccato un massimo settimanale alla fine della scorsa settimana. Questo calo del dollaro USA si aggiunge allo slancio rialzista dell’argento, che è già supportato da una solida domanda di investimenti.

Sul fronte geopolitico, le tensioni restano elevate e continuano a incoraggiare un sentiment prudente degli investitori. Le rinnovate tensioni tra Iran e Israele hanno ravvivato le preoccupazioni su una possibile escalation regionale, mentre le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Venezuela, in particolare sulle esportazioni di petrolio, stanno aumentando l’incertezza globale. Nel frattempo, gli sforzi diplomatici legati alla guerra in Ucraina stanno progredendo lentamente e non si registrano progressi decisivi, mantenendo il rischio geopolitico a livelli elevati.

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno ai mercati, il calo della liquidità conseguente al recente rialzo potrebbe portare a periodi di consolidamento o a leggere prese di profitto. Tuttavia, diversi dati macroeconomici statunitensi previsti martedì, tra cui la variazione media dell’occupazione ADP su quattro settimane, il rapporto preliminare sul prodotto interno lordo del terzo trimestre, gli ordini di beni durevoli, la produzione industriale e la fiducia dei consumatori, potrebbero fornire una direzione a breve termine per l’argento.

Nel complesso, l’orientamento fondamentale per l’argento rimane costruttivo finché permangono le aspettative di politica monetaria accomodante, debolezza del dollaro USA e incertezza geopolitica, nonostante il rischio di pause temporanee dopo aver raggiunto nuovi massimi storici.

Domande frequenti sull’argento

L’argento è un metallo prezioso molto scambiato tra gli investitori. In passato veniva utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono rivolgersi all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura durante i periodi di elevata inflazione. Gli investitori possono acquistare argento fisico in monete o lingotti o scambiarlo attraverso veicoli come i fondi negoziati in borsa che ne seguono il prezzo sui mercati internazionali.

Il prezzo dell’argento può variare in base a diversi fattori. L’instabilità geopolitica o il timore di una profonda recessione possono far aumentare i prezzi dell’argento a causa del suo status di bene rifugio, anche se in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset non redditizio, l’argento tende ad apprezzarsi quando i tassi di interesse sono più bassi. I suoi movimenti dipendono anche dal comportamento del dollaro americano (USD) quando l’asset è valutato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a tenere sotto controllo i prezzi dell’argento, mentre un dollaro più debole probabilmente spingerà i prezzi più in alto. Anche altri fattori come la domanda di investimenti, l’offerta mineraria (l’argento è molto più comune dell’oro) e i tassi di riciclaggio possono influenzare i prezzi.

L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori quali l’elettronica o l’energia solare, perché ha una delle conduttività elettriche più elevate di qualsiasi altro metallo, più del rame e dell’oro. Un aumento della domanda può far aumentare i prezzi, mentre una diminuzione tende ad abbassarli. Anche le dinamiche nelle economie di Stati Uniti, Cina e India possono contribuire alle fluttuazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i loro grandi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; In India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso per la gioielleria gioca un ruolo cruciale nella determinazione dei prezzi.

Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento tende a seguire l’esempio poiché il loro status di bene rifugio è simile. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa di entrambi i metalli. Alcuni investitori potrebbero considerare un rapporto elevato come un indicatore del fatto che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe indicare che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.

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