Il governatore della Banca del Giappone (BoJ) Kazuo Ueda ha dichiarato lunedì, durante le ore di negoziazione asiatiche, dopo aver rilasciato la sintesi delle dichiarazioni della banca centrale, che i cambiamenti nel mercato dei cambi sono stati fattori chiave che hanno avuto un enorme impatto sull’economia e sui prezzi del Giappone.

Ulteriori commenti

Osserveremo attentamente i movimenti FX.

Poiché le aziende diventano più attive nell’aumento dei prezzi e dei salari, l’influenza delle fluttuazioni del tasso di cambio sui prezzi è diventata maggiore.

Le fluttuazioni dei tassi di cambio possono influenzare l’inflazione sottostante attraverso cambiamenti nelle aspettative di inflazione.

La BoJ gestirà la politica in modo appropriato esaminando come i movimenti dei tassi di cambio possano influenzare la probabilità della nostra crescita, le nostre previsioni di prezzo e i rischi.

Vuoi decidere la politica monetaria considerando quale impatto il tasso di cambio e i movimenti di mercato potrebbero avere sul nostro obiettivo di raggiungere il nostro obiettivo di inflazione del 2% in modo stabile.

Le tendenze dei tassi di interesse a lungo termine riflettono le opinioni del mercato sulle prospettive economiche e dei prezzi, nonché le opinioni sulla politica fiscale e monetaria.

Se i tassi di interesse a breve termine vengono aumentati ad un ritmo adeguato, i tassi di interesse a lungo termine rimarranno stabili.

Gestiremo la politica in modo appropriato e comunicheremo attentamente con i mercati per garantire la stabilità dei tassi di interesse a lungo termine.

Reazione del mercato

Lo yen giapponese (JPY) ha reagito positivamente ai commenti del governatore della BoJ Ueda. Al momento in cui scriviamo, il cambio USD/JPY è in ribasso dello 0,26% vicino a 159,90.

Domande frequenti sulla Banca del Giappone

La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese che stabilisce la politica monetaria del paese. La sua missione è emettere banconote ed effettuare controlli monetari e monetari per garantire la stabilità dei prezzi, il che significa un obiettivo di inflazione di circa il 2%.

La Banca del Giappone ha introdotto una politica monetaria estremamente espansiva nel 2013 per stimolare l’economia e aumentare l’inflazione in un contesto di bassa inflazione. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ovvero sulla stampa di banconote per acquistare attività come obbligazioni governative o societarie per fornire liquidità. Nel 2016, la banca ha raddoppiato la sua strategia e allentato ulteriormente le sue politiche, introducendo prima tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei suoi titoli di stato a 10 anni. Nel marzo 2024, la BoJ ha alzato i tassi di interesse, invertendo di fatto la sua politica monetaria estremamente accomodante.

Le massicce misure di stimolo della banca hanno portato ad una svalutazione dello yen rispetto ai suoi principali partner valutari. Questo processo si è intensificato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza politica tra la Banca del Giappone e le altre principali banche centrali, che hanno optato per un forte aumento dei tassi di interesse per combattere decenni di inflazione. Le politiche della BoJ hanno portato ad un ampliamento del differenziale con le altre valute e hanno depresso il valore dello yen. Questa tendenza è stata parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare la sua posizione politica ultra-espansiva.

L’indebolimento dello yen e l’aumento dei prezzi globali dell’energia hanno portato ad un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. A questo movimento ha contribuito anche la prospettiva di un aumento dei salari nel paese, un fattore chiave per l’inflazione.

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